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Infermità nettale
Signor cliccologo mi guarisca lei.
Navigatori incalliti, retedipendenti, cliccatori folli con polsi doloranti: siete voi le vittime dei pc. Siete tanti, sofferenti ma vi salveremo. Cliniche, massaggi, indennizzi e professionisti della new patology vanno a incrementare il benessere creato dalla new economy, curandone i malesseri.
Un milione di posti di lavoro per infermieri, massaggiatori e massaggiatrici, psichiatri e psicologi, purché qualificati: devono capirci qualcosa di navigazione e mal di mouse. Già, perché i malati da pc esistono davvero, ma è necessario distinguerli in due macro-categorie: coloro che soffrono di veri e propri dolori fisici, e coloro che sono afflitti da rete dipendenza.
Per i primi l’orgoglio di essere stati riconosciuti dall’Inail e il conforto di poter dare un nome al proprio malanno. Si chiama sindrome del tunnel carpale, in parole povere un dolore insopportabile al polso, che in alcuni casi si estende al braccio, al collo e alla schiena tutta. La causa? Semplice: il mouse. Il topo elettronico è una trappola, non cascateci. Lo maneggiate, lo cliccate, lo sbattacchiate e lo maltratte quando siete arrabbiati, ma state attenti, la sua vendetta incombe su di voi: la stessa posizione per ore e ore, cinque giorni la settimana, clic-clic con il ditino sempre sullo stesso tasto... Ed ecco che arrivano dolori al polso e suoi derivati.
Per i cyber dipendenti, invece, la faccenda è un po’ più grave. Pare che, a forza di navigare e chattare, ci si estranei a tal punto dalla società e dal mondo esterno, da non volere più uscire dalla grande rete. Una vera e propria fuga dalla realtà, con tanto di crisi di astinenza da connessione. Ma, udite udite, esiste una clinica a Monaco di Baviera che cura questo nuovo male. Il primo contatto avviene attraverso il sito della clinica (esiste una versione italiana) e poi via e-mail e questa, bisogna ammetterlo, è una gran contraddizione, infine si viene invitati a raggiungerli in Germania e lì ci si cura, day hospital o ricovero, a seconda della gravità. Tempi moderni!
12 ottobre 2000
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| Sos sms |
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Esistono anche i malati da messaggino, quelli che non riescono a schiodarsi dal telefonino, quelli che mandano montagne di sms tutti i giorni. Quelli, per intenderci, che hanno i tastini tutti consumati, tanto che non si leggono più neanche i numeri, ma che importa? Loro li sanno trovare a occhi chiusi. E’ un autista di 25 anni il primo messaggino-dipendente ad essere ricoverato in un neonato reparto di una nota clinica Danese. Inviava una media di 200 sms al giorno (e come guidava?) fino a sfiorare i 3 milioni di lire di bolletta. Poi il primo passo: l’ammissione della propria dipendenza, l’ingresso in clinica e via verso la guarigione. Resta da capire che farà una volta uscito da lì, come reagirà alla vista di un telefonino o al suono del familiare bip bip che annuncia l’arrivo di un nuovo, simpatico messaggio. |
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| Autodiagnosi |
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Volete capire se siete solo dei gran navigatori o se invece siete pericolosamente net-dipendenti? Un modo c’è. Se vi capita di provare una gran voglia di navigare, se non riuscite a scollegarvi anche se sapete che dovete farlo, se soffrite di crisi di astinenza da web, se navigate per periodi sempre più lunghi, se internet è il vostro pensiero dominante... Se avete risposto di sì ad almeno una di queste domande, beh, la clinica di Monaco di Baviera potrebbe essere la vostra meta per il prossimo week end. E ricordate: non sono ammessi portatili e palmari, perquisizione all’ingresso. |
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