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Voto elettronico
Il primo esperimento ad Avellino
Un po’ in ritardo rispetto agli Stati Uniti, ma per una volta primi in Europa. È Avellino la città pilota, la prima ad aver dato il via alla sperimentazione del voto elettronico a distanza che verrà poi adottato in tutti i Paesi dell’Unione europea, presto o tardi. In occasione del referendum costituzionale sul federalismo, infatti, tutti gli elettori della sezione elettorale numero 1 del comune campano sono stati invitati a esprimere il proprio voto anche presso un seggio elettronico.
Insomma, per non rischiare crash del sistema e problemi tecnici di vario genere e natura, per ora i cittadini che hanno deciso di aderire all’iniziativa votano due volte: con il metodo tradizionale (carta, matita e X sul sì o sul no) e con il metodo elettronico (che però non ha validità alcuna).
Il sistema prevede l’utilizzo di una tessera magnetica, contenente i dati anagrafici dell’elettore e l’impronta del dito indice della mano sinistra (molto James Bond). Una vera e propria e-card che è stata distribuita a cittadini-cavie nei giorni precedenti la consultazione elettorale e che, al momento del voto, va inserita in un’apposita fessura. Il seggio elettronico, infatti, è parente stretto dei bancomat: un monitor, una configurazione video con scelta multipla, un sistema per il riconoscimento via scheda elettronica.
I voti espressi vengono criptati e inviati al ministero dell’Interno, non è dunque possibile stabilire in alcun modo chi ha votato cosa. Non solo: i seggi elettronici sono due, uno alla scuola elementare Regina Margherita, sede della sezione elettorale numero 1, uno negli uffici del Comune di Avellino. Un’innovazione importante che distingue l’esperimento di Avellino da tutti quelli fatti in precedenza: votare lontano dal proprio seggio, infatti, spiana la strada al voto a distanza, che poi è forse l’obiettivo principale di chi da anni studia sistemi per l’e-voting.
7 ottobre 2001
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| E-poll |
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La sperimentazione di Avellino rientra nell’ambito del progetto E-poll, finanziato, in parte, dalla Commissione europea, con la collaborazione di sei importanti partner tecnologici e istituzionali: Siemens Informatica, Acnitel (struttura tecnica dell’Associazione Nazionale Comuni d’Italia), France Telecom, ministero dell’Interno, Aquitaine European Communication e Municipium. Obiettivo del progetto: rinnovare il sistema elettorale italiano, rendendo la vita più semplice non solo ai cittadini (che potranno votare a distanza ed evitarsi code ai seggi), ma anche alle istituzioni, snellendo notevolmente le operazioni di scrutinio. |
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| E poi |
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La sperimentazione non si concluderà ad Avellino, ma proseguirà presto in altre città. Questa fase pilota verrà infatti riproposta nel periodo gennaio-giugno 2002 a Cremona, Campobasso e Merignac, in Francia. Le diverse funzionalità del progetto E-poll verranno, mano a mano, introdotte e testate fino ad arrivare al risultato finale, al pieno funzionamento. In particolare, la sperimentazione si concluderà contemporaneamente a Cremona e a Merignac: con l’occasione si simulerà la votazione per l’elezione del Parlamento europeo. È dunque lecito pensare che se, com’è tradizione in Italia, il Governo non cadrà prima, alle prossime elezioni politiche si voti con il nuovo sistema? |
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