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I prescelti di Spielberg

La sorte dei suoi baby attori

Un bambino scelto da Steven Spielberg per recitare una parte in un suo film: lo ringrazierà o lo maledirà per tutta la vita? Sono tanti, circa una decina, i baby attori che il celebre regista ha lanciato per qualche lungometraggio di successo, a partire dal lontano "ET". Ma per molti di loro la fama iniziale si è presto trasformata in un boomerang.

Sarà perché la notorietà, quando arriva così presto e in fretta, è ancora più difficile da gestire. O perché molti dei prescelti non avevano affatto quei sogni nel cassetto. O, ancora, perché in quel mondo è così difficile rimanere a galla che basta l'arrivo di un altro bambino-prodigio, ed è subito ombra per il potenziale astro nascente di ieri.

Cosa ne sarà tra qualche anno del piccolo Haley Joel Osment, protagonista di "A I", il tanto atteso film di Spielberg presentato fuori concorso alla 58° Mostra del Cinema di Venezia? In questo momento per lui sono solo tappeti rossi ovunque. E non era un illustre sconosciuto: aveva già recitato a fianco di Bruce Willis ne "Il sesto senso".

Ma per altri le cose sono andate un po' diversamente. Del team di " ET" solo Drew Barrymore, classe '75, è riuscita a sfondare sul serio. Oggi incassa miliardi e miliardi come attrice e produttrice. Ma la sua strada non è stata subito in discesa dopo il grande kolossal quando aveva solo 7 anni. A nove anni era già alcolizzata, a dieci drogata e solo pochi anni dopo era già nuda su Playboy. Solo con un'intensa riabilitazione la ragazza si è poi ripresa e in seguito affermata.

Nessun posto nel mondo della settima arte, invece, per Robert McNaughton, altro ragazzo di "ET", che dopo i suoi insuccessi nella recitazione ha poi deciso di ritirarsi e fa il postino in Arizona. Depressioni e problemi psicologici hanno stroncato la strada di Henry Thomas ("ET"): i compagni di scuola dopo il successo lo avevano emarginato, forse gelosi della sua celebrità, e lui ne fece una malattia. Ma tenendo duro si è poi ripreso e di recente è tornato sulle scene.

Crisi personale anche per Christian Bale, scelto da Spielberg per "L'impero del sole" tra 4000 bambini: dopo la sbornia del successo, anche lui fu abbandonato dagli amici. E si isolò. Ma anche Christian è tornato lo scorso anno sul set con "American Psycho" e sembrerebbe professionalmente risorto. Hanno invece abbandonato per sempre le scene Cary Guffey, che da piccolo girò "Incontri ravvicinati del terzo tipo" e Corey Feldman ("Stand by me"): il marketing per il primo e la droga per il secondo sono stati i differenti risvolti di una carriera cinematografica forse troppo precoce. Sic transit gloria mundi...

11 settembre 2001

  Violametista
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  La curiosità

Il caso più eclatante, tra tutti i bambini scelti da Spielberg, riguarda Charlie Korsmo. Vi ricordate il film "Hook" del 1991? Il piccolo era il figlio di Peter Pan-Robin Williams. Dopo quel successo le proposte di lavoro non mancarono, ma a 13 anni Charlie annunciò il ritiro dal grande schermo perché, come dichiarò poi, aveva altri progetti per la sua vita. Nessun dramma, dunque, ma una semplice rinuncia consapevole a una strada e a un mondo che non interessava più. E infatti oggi Charlie, laureatosi a pieni voti al Mit, lavora per la "Defense Team americana", un team di cervelloni al servizio dell'intelligence di Bush.

  A I
David è un androide fanciullo costruito da una società elettronica, ed è in grado di provare veri e propri sentimenti. Il robot viene temporaneamente affidato a una coppia di coniugi il cui figlio, affetto da una malattia incurabile, è stato ibernato fino alla scoperta di una cura. Dopo i primi tempi in casa David, circondato dall'affetto familiare, comincia a farsi domande sulla sua vera natura e decide di capire chi è veramente...
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