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Ho visto Clooney

A qualche centimetro da lui...

Mi ha guardato. O forse no. Magari cercava solo la luce della finestra dietro di me. Fatto sta che il mio sguardo, per un millesimo di secondo, ha provato l'ebbrezza di incrociare il suo. Allora: cosa si prova se lo scapolo più ambito del pianeta, anche se per un solo attimo, si è accorto che esisti? Forse nulla, forse troppo per spiegarlo. La sensazione predominante è che, per fortuna, esiste davvero. Perché George Clooney, a costo di sembrare irriverenti, è proprio un bell'uomo ma, soprattutto, è reale.

Niente a che vedere con le statue di cera che compaiono a giorni alterni sulle passerelle hollywoodiane. George sorride, giocherella, esibisce smorfie bizzarre al pubblico femminile in delirio, mette in tasca gli occhiali da sole come se presentarsi a occhi coperti fosse poco rispettoso, si scusa per i 15 minuti di ritardo come farebbe il migliore dei gentiluomini, manda giù bicchieroni di acqua naturale senza battere ciglio, annuisce ascoltando la sua interprete (evidentemente la donna più invidiata del giorno, visto che gli sussurra la traduzione nell'orecchio destro), sgrana il paio d'occhi che si ritrova, saluta e se ne va, quasi dispiaciuto.

Al di là della pia illusione che George Clooney in carne e ossa si sia accorto di me, posso dire comunque che ho potuto ammirarlo da vicino, da molto vicino. Abbastanza per azzardare qualche commento. Piena approvazione alla rivista statunitense "People" che lo ha eletto tra i primi cinque scapoli d'oro del 2001. Nessuna esitazione a riconoscergli fascino e sex appeal da vendere. Praticamente perfetti sorriso, movenze e  passo. Da encomio i tentativi di risvegliare il pubblico dal torpore con battute e mimi improvvisati. Più che invidiabili la forma e la capacità di calamitare l'attenzione dei presenti. Qualche appunto al look: il giubbotto impermeabile (faceva molto motociclista), visti l'orario e la temperatura tropicale, forse poteva rimanere nell'armadio.

28 giugno 2001

  Barbara Del Pio
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  Perché a Milano?
«La velocità può salvare la tua vita». È questo lo slogan della campagna europea per il soccorso cardiologico a "due ruote" promossa dalla Running Heart Foundation che partirà dal prossimo 1 luglio. Testimonial d'eccezione sarà proprio George Clooney, il dottor Ross del serial tv E.R. e grande appassionato di moto. «L'iniziativa è eroica - ha commentato la star hollywoodiana - ma i più eroici sono i medici che salvano le vite». Il protagonista della campagna presentata a Palazzo Marino è in realtà uno scooter (un BMW C1) dotato di defibrillatore, elettrocardiografo, ossigeno e farmaci di emergenza. La fase pilota del progetto avrà inizio nell'ospedale romano San Filippo Neri.
  Reazioni a caldo
Urletti, scatti e baci rubati. Potrebbe essere questa la fredda e rapida cronaca dell'arrivo del bellissimo George in Piazza della Scala. Quindici minuti di ritardo (c'era traffico... ironia della sorte), camicia blu, giaccone nero e un sorriso irresistibile stampato sulla faccia. «È molto più bello dal vivo che in tv», frase di rito in certe circostanze. La più scalmanata è una signora sulla trentina (accompagnata dalla figlia) che non smette di invocare il suo nome. «Io con questo scapperei anche subito», confessa neanche tanto a bassa voce un'altra fan. A voler riportare tutti i commenti, si rischierebbe di oltrepassare i limiti della decenza. Meglio lasciar spazio all'immaginazione.
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