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Balle, frottole, menzogne...
Il Gran premio della bugia
Italiani, popolo di raccontaballe. A tutti prima o poi può succedere di dire una bugia grande o piccola, innocente o malvagia, siamo d'accordo. Ma c'è chi della menzogna ha fatto una costante della propria vita: infatti per qualcuno è quasi impossibile cominciare la giornata senza pensarne una nuova da far bere ad amici e colleghi. Ci voleva la tradizionale sagacità toscana per dare a questi soggetti un premio per la migliore frottola della stagione.
Da 25 anni a questa parte si tiene, nella località montana di Le Piastre vicino a Pistoia, il Campionato italiano della bugia (vedi box a fondo pagina). Il festival della frottola non nasce per caso da queste parti: «I vecchi passavano l'inverno a raccontare delle storie talmente romanzesche che il più delle volte c'era il sospetto, anzi la certezza, che stessero raccontando bugie» spiega Giancarlo Corsini, tra i fondatori della manifestazione e giurato in tutte le edizioni.
Cacciatori e "fungaioli" pare siano tra le categorie tradizionalmente più feconde in questa particolare gara a chi la spara più grossa. «Quassù - continua Corsini - sono diventate epiche bugie come quella del cacciatore che, dovendo sparare a una lepre e avendo finito le cartucce, disse di aver usato chiodi con i quali non uccise il povero animale, ma lo conficcò nel tronco di un albero; oppure quella del tizio che disse di aver trovato un fungo tanto grande che pesava 25 chili».
Balle talmente fantasiose da sembrare barzellette. Già, ma come si fa a scoprire se il bugiardo è veramente bugiardo e non piuttosto un barzellettiere? Questo è il compito della giuria che tra le centinaia di "ballisti" in concorso consegna il "bugiardino d'oro" solo a quelli che raccontano la frottola in modo spontaneo e credibile. D'altronde raccontare balle è un'arte: tutti sono capaci di sparare frottole, ma solo i migliori riescono a farle bere e questi meritano proprio un premio.
7 giugno 2001
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