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Un mondo di fobici
Ragni, vuoto, buio, altezza: 500 paure ci condizionano la vita
Il battito cardiaco accelera, la sudorazione aumenta, il respiro si fa più affannato. Non ci sono dubbi. Siamo nel clou della paura. Ma non stiamo parlando di uno stato normale, dovuto a un evento realmente temibile e pericoloso. C'è chi prova questa odiosa sensazione per un... ragno. Benvenuti nel misterioso mondo delle fobie, regno dell'irrazionale e dell'assurdo.
Paura dell'aereo, terrore dei serpenti, timore del buio, del vuoto o dell'altezza. Sono solo alcune delle più diffuse fobie che ci condizionano la vita. Sarebbero almeno 500 i diversi tipi di paure incontrollabili che ci affliggono. In Italia il fenomeno interessa una persona su quattro.
E adesso su Phobialist, un sito americano, si possono passare in rassegna tutti questi timori verso un oggetto specifico. Ai primi posti nella classifica delle fobie più diffuse troviamo l'aracnofobia, o paura dei ragni, insieme al terrore per i topi. Restando nel mondo degli animali, anche l'ofidiofobia miete parecchie vittime: è la repulsione per i serpenti e per tutto ciò che striscia.
Molte persone non riescono a prendere l'aereo, perché temono di morirci sopra: è l'aviofobia, e colpisce persino grandi manager e vip. Diversa è l'acrofobia, la paura dell'altezza, vale a dire la vertigine che coglie chi guarda verso il basso da altezze notevoli. E quanti di voi invece non riescono a dormire completamente al buio? Sono afflitti da nictofobia: guai a spegnere loro la lucina da notte...
O ancora, quanti di voi sfuggono davanti a un ascensore dicendo: «No, io prendo le scale, faccio un po' di moto!»? In realtà non sopportano l'idea di rimanere chiusi dentro spazi troppo ristretti (si parla di claustrofobia). Problema opposto lo hanno le vittime di agorafobia, ovvero il timore degli spazi aperti. Si tratta di una delle peggiori fobie esistenti, poiché è altamente condizionante. Determina l'impossibilità di rimanere in luoghi vasti e affollati. Chi ne è colpito arriva a non voler più uscire di casa. Ne soffre il 4% degli italiani. In questi casi non siamo più nell'ambito delle fobie specifiche ma di quelle sociali, che talvolta possono sconfinare negli attacchi di panico.
30 maggio 2001
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