|
|
Pronti a pagare
Tutte le scadenze per i contribuenti
Primavera gioie e dolori: tra allergie e fiori che sbocciano, prime giornate di sole e tasse da pagare, la stagione più odiata dai contribuenti italiani è alle porte. Ici, dichiarazione dei redditi, Inps... Un Paese soffocato dalle tasse, ma più di altri? Qualcuno sostiene, calcolatrice alla mano, che da gennaio a giugno gli italiani lavorino solo per pagare le tasse. Da luglio a dicembre, invece, quel che si incassa va per le spese personali: affitto o mutuo, vestiti, cure mediche, svaghi e naturalmente, poiché non si vive d’aria, cibo.
Vero o no che sia, la pressione fiscale si fa sentire, ma gli italiani, grandi evasori a parte, sembrano comunque rassegnati a mettere mano al portafogli, magari con qualche borbottio. E allora eccole, le scadenze più temute, quelle di Unico-2001, dichiarazione dei redditi per persone fisiche e società.
La prima data da tenere a memoria è il 20 giugno, scadenza per il pagamento della prima rata dell’acconto 2001. Un mese dopo, il 20 luglio, la seconda rata. Chi ha saltato la scadenza di giungo può pagare alla seconda tornata con una maggiorazione, però, dello 0,40%. Attenzione: chi invece presenterà la propria dichiarazione in banca o agli uffici postali ha tempo fino al 31 luglio. Chi invece sceglierà la via telematica potrà davvero prendersela comoda: termine ultimo per la trasmissione il 31 ottobre.
Ricordiamo inoltre che sin dallo scorso anno è possibile compilare l’Unico online direttamente sul sito del ministero delle Finanze. Il sistema è sicuro e il rispetto della privacy garantito. Fate richiesta e riceverete a casa un codice numerico da utilizzare per accedere alle varie fasi della compilazione. Seguite le istruzioni e dite addio al commercialista. Un po’ macchinoso il sistema per il download dei file, in compenso l’assistenza telefonica è davvero efficiente e professionale.
5 maggio 2001
|
|
|
 |
| Lo scorso anno |
 |
 |
La dichiarazione online non è piaciuta e l’esperimento dello scorso anno può considerarsi un vero insuccesso. I cyber-contribuenti, infatti, sono stati mosche bianche: solo 4.389. A dirlo è il ministero delle Finanze, artefice di un’indagine sull’autotassazione. I 4mila coraggiosi fanno parte del gruppo di appassionati della tastiera che ha scaricato il software, compilato i modelli, chiesto il codice segreto e dato mandato di pagamento alla banca. C’è un secondo gruppo, composto da oltre 27mila persone, che ha fatto la dichiarazione on line ma senza avventurarsi fino al pagamento, poi eseguito con metodi tradizionali. Sono circa la metà di quanti (53.500) avevano invece richiesto il codice pin al ministero e poi non l’hanno utilizzato. |
 |
 |
|
| Tasse e rete |
 |
 |
Perché gli italiani, almeno per ora, mal digeriscono il rapporto tasse-rete? Molte delle motivazioni sono di ordine pratico come risulta dai quesiti posti ai contribuenti. Problemi per lo scaricamento del software, procedure non certo immediate, timore di commettere errori irreparabili. E poi, più in generale, un utilizzo ancora limitato del web, specie da parte degli ultra cinquantenni. Ma sarà meglio abituarsi, perché pagare le tasse in rete, comodamente seduti alla scrivania di casa, sarà una delle tante frontiere di un futuro molto vicino: tanto più che i sistemi di verifica e correzione automatici difficilmente sbagliano. Non saranno molto felici commercialisti e consulenti, futuri orfani di un bel po’ di lavoro. |
 |
 |
 |
 |
|
|