|
|
Mi-sex. Su il sipario!
Luci rosse e trasgressioni hi tech
Guardare ma non toccare. La fantasia qui può arrivare dove vuole ma le mani no. Il Mi-sex è così: uno show assordante, ininterrotto, eppure incredibilmente "normale". Chi c'è stato assicura di aver scoperto nuove frontiere del senso, qualcuno ammette di essersi divertito semplicemente a fantasticare, molti si sono fatti accompagnare dal partner (per giocare, sembra). Tutti gli altri, all'interno del Palatenda Famagosta, sono curiosi, cultori della materia, esibizionisti, aspiranti pornodivi, talent scout e... madrine in silicone.
Se il Mi-sex è un circo di stravaganze a luci rosse, allora ad accogliere gli ospiti non poteva che essere Amanda. Una bambola talmente "vera" da turbare i sogni dei maschi che la incontrano. Ma questa è un'altra storia. La fiera delle vanità erotiche, la quindicesima (450mila visitatori in tutto), quest'anno promette nuovi brividi. Nessuna velleità artistica, sociologica o cose del genere (tengono a specificare gli organizzatori): spettacolo puro!
Tre giorni di esibizioni, una vetrina di pelle, silicone (quello delle Real Doll) e accessori di ogni forma e colore. Un quartiere a luci rosse fatto di stanze, negozi, cinema, bar. La differenza è che qui le stanze sono teatrini riservati in cui assistere alle performance delle lap-table dancer, i negozi espongono vibratori computerizzati, videocassette e riviste per tutti i gusti, lingerie e attrezzi del mestiere (che poi, mai come in questo caso, si tratta piuttosto di "attrezzi del piacere"). Tutto all'insegna dell'hi-tech. Nei cinema di questo quartiere coperto si proiettano rigorosamente erotic-movie e i bar, ovviamente, non servono soltanto bibite ghiacciate ma dispensano anche topless e strip-tease.
Dovunque vige la solita semplicissima regola: guardare, volare lontano coi sensi, sfiorare il tatuaggio sulla coscia di una ballerina scatenata ma... non toccare. E allora la perversione più sfrenata può essere solo quella di farsi fotografare avvinghiati a una delle bellezze del Mi-sex. Quelle in carne e ossa, però.
|
|
|
 |
| Per chi non c'era |
 |
 |
L'edizione del 1994 ha celebrato il 25esimo anniversario della rivista "Le Ore" con una mostra delle copertine storiche. Nel settembre del 1996, il regista Luca Damiano ha girato al Mi-sex alcune scene del suo film "Nuovo Cinema ParadiSex". Nel marzo del 1997, una giuria qualificata ha eletto la migliore interprete europea di film hard: ha vinto Draghixa. L'edizione del 1999 ha reso il suo tributo a Moana Pozzi, nel quinto anniversario della sua scomparsa, con la proiezione delle scene che l'hanno resa celebre. A marzo dello scorso anno, gli spettatori hanno potuto ammirare 24 ore su 24 una splendida ragazza rinchiusa in una casa di vetro... trasparentissima. |
 |
 |
|
| Piacere, Amanda |
 |
 |
Dal 27 al 29 aprile, a fare gli onori di casa nel Palatenda Famagosta sarà la bellissima Amanda. Bellissima ma "finta". E sì. Perché questa bionda, riccia, altissima signorina è una RealDoll. In poche parole: l'ultima frontiera delle bambole gonfiabili. La differenza è che, adesso, si possono scegliere il colore degli occhi, la lunghezza delle gambe, il peso. Il materiale con cui sono costruite è talmente sofisticato che la bambola ha una temperatura esterna simile a quella dell'epidermide umana. Una volta acquistata (il modello base costa 11 milioni di lire), si posso aggiungere vari optional: lingerie hard, manette, video e, volendo, un supporto audio erotico. |
 |
 |
 |
 |
|
|