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Alieni "diplomatici"

Nell'ambasciata a incontrare il marziano

Un'ambasciata per nessuno, o meglio per la possibilità che ci sia qualcuno, o meglio ancora per degli alieni che una persona afferma di aver conosciuto.

Buffo gioco di parole ma questa è la sostanza di un progetto "spaziale" proposto dai Raeliani, una comunità nata attorno a Rael, al secolo Claude Vorilhon, che dichiara di aver incontrato gli extraterrestri.

Il ragionamento è elementare: se le nazioni progredite dispongono di una ambasciata per regolare e gestire i rapporti con le altre nazioni, perché non ci si dovrebbe attivare per crearne una per i popoli delle stelle.

In questo modo, quando verrà il momento, anche loro potranno disporre di stanze, sale riunioni, telefoni, piscine e quant'altro potrà essere necessario per la normale gestione dei rapporti tra pianeti.

Per una serie di collegamenti biblici, storici e trascendenti, la località predestinata dovrebbe essere il più vicino possibile a Gerusalemme, in quanto ritenuta la sede più idonea al progetto, forse anche per il clima mite, suggerito dagli extraterrestri, che caratterizza l'area.

Il tutto ha origine nel 1973 quando Rael incontrò per la prima volta gli alieni. A questo fortunato incontro ne seguì un altro con viaggio sul loro pianeta e incontro "diplomatico".

Questi due eventi, e il bagaglio di conoscenze e informazioni ricevute, sono il motore della nascita del movimento, dei suoi progetti e della sua filosofia.

In poche parole noi, cioè gli uomini, gli animali e le piante che popolano la Terra, siamo il frutto di esperimenti genetici di un popolo stellare che ci ha seguito da allora e che vorrebbe incontrarci "ufficialmente".

I vari messia e profeti, che le varie religioni venerano, non sarebbero altro che degli "ambasciatori" che hanno avuto il compito di suggerirci la giusta via per migliorarci e progredire.

Poiché gli alieni hanno esplicitato, negli incontri con Rael, il desiderio di un contatto ufficiale e manifesto con il popolo della Terra, ecco allora l'idea di raccogliere fondi, consensi ed energie per realizzare la "storica" ambasciata, in modo tale che la delegazione extraterreste possa, con tutti gli agi e gli strumenti del caso, poter svolgere la propria attività di relazioni con i vari stati della Terra.

Extraterritorialità, piscine e confort vari, bel clima e magari anche gentili segretarie, quasi quasi divento un alieno...

16 aprile 2001

  Cactus Solitario
  dalla rete
La rivoluzione raeliana Il progetto dell'ambasciata nei suoi vari dettagli
Speciale ufo Uno speciale, realizzato da News2000, sugli extraterrestri
Esplorazione di Marte Sito italiano sull'esplorazione del pianeta

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  Raggiungere Marte
Si iniziò nel 1964 con le prime immagini riprese e trasmesse dalla sonda Mariner 4. Immagini riprese finalmente da vicino permisero di rivelare che il pianeta aveva una superficie tipo quella della Luna, cioè devastata da crateri. Successive missioni, sempre Mariner, permisero la scoperta dei giganteschi canali che solcano la superficie e dei grandi vulcani. Si giunse quindi agli anni '70 con le missioni Viking che realizzarono con una risoluzione molto alta, di circa 200 metri, la mappa del pianeta e tentarono, atterrando su Marte, di trovare tracce di vita. Si arriva agli anni '90 con un rinnovato interesse, lo sbarco di Sojourner, il piccolo robot che raccolse campioni di rocce, e le due missioni fallite di un po' di mesi fa.
  Colonizzare Marte
Se pensiamo allo sbarco su Marte sappiamo che si tratta solo di una questione di tempo e soldi, ma l'ambiente, per come è adesso, sarebbe quasi impossibile per la sopravvivenza dell'uomo. Se ci si limita a pensare a delle semplici esplorazioni, limitate nel tempo, allora si può immaginare di arrivarci in totale autonomia per quanto concerne aria e alimenti. Se invece si pensa a colonizzare il pianeta allora si renderebbero necessarie condizioni meno estreme. Una soluzione sembra possa venire dall'invio di microrganismi che, alimentandosi con l'anidride carbonica di cui è costituito il 98% dell'atmosfera, sarebbero in grado di trasformarla arricchendola dell'ossigeno necessario alla sopravvivenza dell'uomo.
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