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Per Dian@!
Lady D: principessa dei media o regina del web?
A tre anni dalla sua morte lady Diana sembra già dimenticata. Nel giorno della triste ricorrenza al mausoleo Spencer di Althorp le folle di deliranti fan viste gli anni passati sono state solo un ricordo. La principessa triste è diventata improvvisamente invisa alle masse? Possibile che quello che era considerato fino a pochi anni fa un personaggio insostituibile sia scivolato così in basso nelle preferenze del pubblico? Diana ha stufato?
Forse sui vecchi mezzi di informazione ma non sul web. Chi utilizza il suo dominio per navigare si imbatte facilmente in siti biografici, ma altrettanto spesso in siti che sfruttano la sua immagine per vendere materiale hard, birra, sigarette o software. «Questo è troppo - hanno pensato i luogotenenti in terris di lady D -: chiunque pretenda di sfruttare il nome di sua santità Diana verrà perseguito per legge!» I primi risultati sono già arrivati.
Perché il nome di Diana è stato tanto sfruttato per simili maneggi? Lady D è stata ripagata con gli interessi della moneta a lungo da lei stessa utilizzata. Vi ricordate quando la futura regina d'Inghilterra tappezzava i vari tabloid di tutto il mondo di sue fotografie in atteggiamenti non sempre adorabili? Gli ultimi mesi della sua vita furono un vero esempio di presenzialismo mediatico: non facevano più notizia le sue apparizioni ora missionarie, ora trasgressive, ora oltraggiose della Corona. Senza contare l'adulterio con Dodi sbandierato con disinvoltura.
L'immagine che Diana ha creato di sé ha diviso anche il pubblico: tanti i fan, altrettanti i detrattori. Fu santerella o vamp? L'ambiguità che ieri ha lasciato dietro di sé, oggi si riflette in un uso sbagliato del suo nome sulla rete. È innegabile che chi utilizza in modo truffaldino un nome famoso per richiamare un sito, commette un atto disonesto: da un lato arreca danno all'immagine di una diva come lady Diana, dall'altro getta discredito su internet.
Ma nel caso della ex principessa d'Inghilterra verrebbe voglia di dire: chi ieri è stato causa del suo male, oggi pianga il proprio dominio!
23 settembre 2000
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