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Sul web solo «musica liquida»
La risposta italiana a Napster
Si chiama Filippo Sugar, ha 29 anni e intende mettere in internet 650mila file musicali. Non si tratta di uno sconosciuto qualsiasi che ha deciso di emulare Shawn Fanning, il fondatore di Napster. Stiamo parlando di un giovane imprenditore che da qualche tempo è presidente della Sugar, la casa discografica italiana che tra i suoi artisti può vantare gli Avion Travel, Andrea Bocelli, Elisa, i Gazosa e Gerardina Trovato.
La Sugar, che controlla 25 società in Italia e all’estero, lo scorso anno ha fatturato 105 miliardi e 20 miliardi di utile netto. Merito anche del paziente lavoro di Caterina Caselli, talent scout dal grande fiuto, nonché madre di Filippo Sugar.
L’idea di mettere la musica a disposizione dei navigatori di internet non è nuova. Ma un conto è distribuirla gratuitamente, come ha fatto Napster fino a ora, un altro è farlo ricavandone degli utili. Al momento, l’unica forma di commercio musicale su Internet consiste nel vendere cd. I margini di guadagno però sono ridotti, i prezzi non si discostano di molto da quelli dei negozi, e in più bisogna tenere conto delle spese di spedizione.
L’idea di Filippo Sugar è allora quella di vendere "musica liquida", ossia di commercializzare i singoli brani. Per questo motivo sono già stati digitalizzati 650mila brani grazie agli accordi firmati fra la casa discografica e le major musicali. All’inizio si potranno ascoltare i brani grazie ad “auricolari digitali” nei megastore di proprietà del gruppo, ossia le Messaggerie Musicali, presenti a Milano e Roma. In questo modo, saranno messi a disposizione della clientela i primi 45 secondi di tutte le canzoni acquistabili nei megastore.
In un secondo momento, i brani, per una durata di 30 secondi, potranno essere ascoltati anche sul sito dei cantanti e infine acquistati singolarmente. Spetterà alla SugarNet, una società creata appositamente, occuparsi della commercializzazione e della promozione dei dischi su internet.
Il giovane manager sembra aver imparato dalla madre a non aver fretta negli affari. Oltre alla validità della sua idea, sembra essere convinto che occorre muoversi con prudenza fino a quando non sarà regolamentato il “problema Napster”. E sostiene che solo con una corretta regolamentazione tutti avranno la possibilità di fare affari. Se è vero che a credere nella "musica liquida" sono anche molte altre società che stanno preparando progetti simili, saranno solo il tempo e il favore dei navigatori a dargli ragione.
27 marzo 2001
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