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CIE o ci fa?

Carta d'identità elettronica a metà febbraio?

Ancora pochi giorni e i milanesi avranno un'identità... digitale. Entro la prima quindicina del mese di febbraio dovremmo assistere - e il condizionale è d'obbligo - all'apparizione delle prime carte d'identità elettroniche. Le «CIE», come sono state ribattezzate, esordiranno a Milano e subito dopo si vedranno anche a Roma.

La data della loro emissione, prevista in un primo momento per dicembre, rinviata successivamente a gennaio, è ora fissata per la metà di febbraio. «Noi siamo pronti - fa sapere l'ing. Massimo Borrelli responsabile del progetto per il Comune di Milano-, quando il ministero invierà i macchinari, partiremo...»

Il nuovo documento avrà l'aspetto di una smart card, ma, essendo dotato anche di una banda ottica laser, potrà interagire con gli archivi del Comune di residenza e con quelli del ministero dell'Interno. Le informazioni viaggeranno in rete sul protocollo SSCE. Una tecnologia del tutto innovativa e che necessita di un'infinità di verifiche: specialmente per quanto concerne il trasferimento dei dati dal centro alla periferia.

Definirla solo carta d'identità è riduttivo. Infatti conterrà fin da subito anche la tessera sanitaria e la firma elettronica. E poi le sue potenzialità sono ancora tutte da sviluppare. L'implementazione, che è oggetto di studio proprio in questi giorni, potrebbe arricchire questa carta intelligente di molteplici servizi complementari. Tra qualche anno potremo usare il nuovo documento polivalente per navigare in internet, per fare prenotazioni, come carta di credito e perfino per pagare il tram. È soltanto questione di tempo.

Un solo strumento, decine di servizi: questo il vantaggio immediato per i cittadini. I tecnici sottolineano invece che «la priorità è eliminare il documento cartaceo». Una vera rivoluzione nel rapporto cittadino-pubblica amministrazione non solo per l'Italia, ma anche per l'Europa: soltanto la Finlandia ha messo mano a un progetto analogo.

Terminata la sperimentazione arriva dunque il momento della distribuzione. Per i primi due anni a goderne saranno solamente i nuovi nati e i quindicenni (cioè chi farà la carta per la prima volta); mentre chi volesse rinnovare il proprio documento scaduto si vedrà consegnare una carta d'identità "vecchio stile".

29 gennaio 2001

  Massimo Mencaglia
  dalla rete
Lo Stato che verrà La pubblica amministrazione del futuro
Milano Il Comune che adotterà per primo la carta d'identità elettronica
Interno Il ministero di riferimento

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  Da 5 a 3 anni
In un recente intervento Guido Rey (presidente dell'Aipa, Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione) ricordando l'importanza strategica che ha il progetto Carta d'identità elettronica per l'Italia, ha riferito che la fase uno dell'operazione detta fase "prototipale" è quasi giunta al termine e che ormai è pronta al varo quella sperimentale che durerà per tutto il 2001. Ma per realizzare il progetto nella sua interezza, quindi fare in modo che i dati degli archivi anagrafico e sanitario si sovrappongano, e mettere così in comune gli archivi dei Comuni, «ci vorranno dai 5 ai 3 anni». Il tempo necessario non solo per predisporre gli strumenti e le tecnologie, ma anche per formare il personale.
  Falsari addio
Sarà possibile falsificare le nuove carte d'identità elettroniche o potremo stare tranquilli? I responsabili del progetto garantiscono che non ci saranno possibilità di contraffazione. La CIE è un documento emesso dal ministero dell'Interno e non consente l'uso a utenti diversi dall'intestatario. Le tecnologie di cui è dotata sono in grado di memorizzare non solo codici numerici o password, ma anche le impronte digitali della persona. Perciò attraverso un controllo incrociato tra codici personali e impronte, il sistema può invalidare le funzioni. È una forma di identificazione totale che consente anche un primo livello di tutela della privacy.
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