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Guerra alla pirateria. Primo round
Mp3.com multata per 120milioni di dollari
Canto del cigno per tutti quanti credevano che la rete fosse una grande prateria dove la caccia al bisonte - leggere brani musicali - fosse un diritto naturale. Non più, da quando il giudice americano Jed Rakoff ha condannato Mp3.com a pagare una multa di 120milioni di dollari alla Universal Music per aver violato il diritto di autore. Per l'esattezza 25mila dollari per ognuno dei 5mila cd disseminati nella rete nel database del sito Mp3. Un brutto colpo alle finanze di Mp3.com che aveva già cercato di raggiungere un accordo con le altre quattro majors, si parla di 150milioni di dollari di spese legali e 20milioni di dollari da dividere tra le quattro majors della musica (Sony, Time Warner, Emi e Bmg).
Ma Mp3.com non si arrende: oltre al ricorso in appello, ha deciso di lasciare aperta la porta dei suoi insostituibili archivi musicali, con grande soddisfazione dei suoi innumerevoli sostenitori.
A rivitalizzare un settore già di per sé molto animato ci pensa Aimster. Un software che permette di mettere in contatto i singoli possessori di file mp3. Come evitare la scure del legislatore e le spese di un processo? Semplice: è vero che si condividono file protetti da copyright ma lo si fa tra conoscenti, quelli presenti appunto nella buddy list. Si tratta in fin dei conti di uno scambio tra amici.
Questo compito viene oltretutto facilitato dal fatto che Aimster utilizza la tecnologia di Gnutella un programma messo a punto da Aol. Scaricando Aimster, dopo una verifica automatica della presenza di Messenger, il programma si integra. Il fatto di interagire esclusivamente con un numero circoscritto di nominativi, appunto quelli presenti nella propria buddy list rende Aimster invulnerabile agli attacchi delle majors, almeno per il momento... Gli interessi in gioco sono enormi, le controversie numerose, i soggetti agguerriti e il futuro molto incerto: a chi toccherà la prossima mossa?
19 settembre 2000
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