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Lenin: più vivo che mai

Dopo Dolly anche lui potrebbe diventare un clone

La clonazione delle pecore ha avuto successo. E allora perché non spingersi oltre, magari creando copie di esseri umani? Per iniziare si potrebbe, ad esempio, provare a riportare in vita qualche personaggio storico.

L'idea, anche se un po' fantascientifica, è venuta a Ilia Zbarski, consigliere dell'Istituto per lo sviluppo biologico e membro dell'accademia russa delle Scienze, nonché figlio dello scienziato che nel 1924 imbalsamò la salma di Vladimir Lenin.

Secondo il medico russo, che per diversi anni si è occupato della conservazione della mummia di Vladimir Ilic Uljanov, si potrebbe infatti tentare di creare un clone del rivoluzionario. Porzioni di Dna, ancora presenti nel corpo imbalsamato, ne renderebbero possibile la clonazione.

Ma cosa potrebbe accadere se l'uomo che ha dato il via all'avventura del comunismo russo tornasse a vivere? Sicuramente rimarrebbe sconvolto nell'apprendere che la sua Unione Sovietica non è più quella di una volta e rimpiangerebbe i tempi andati e tutta la fatica sprecata in nome del marxismo. Cosa direbbe poi di Gorbaciov e della fine della guerra fredda? Una volta aggiornato su tutto ciò che è accaduto dal giorno della sua morte a oggi, potrebbe anche decidere di dar vita a una nuova rivoluzione d'ottobre per riportare tutto come prima o pensare che era meglio rimanere nel mausoleo di Piazza Rossa.

Comunque sia, la possibilità che Lenin torni tra i mortali non ha incontrato il favore dei moscoviti. La maggior parte dei comunisti poi si è detta assolutamente contraria a questa ipotesi.

In effetti, anche se il progresso scientifico consente di produrre cloni di qualsiasi specie, sembra più opportuno limitarsi a creare copie di animali. Questo non solo per mantenere intatta l'identità umana, ma anche perché rispetto a Lenin, che male potrà mai fare una pecora?

4 gennaio 2001

  Marcella Gaudina
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  Biography
Lenin, pseudonimo di Vladimir Illic Ulijanov, viene ricordato come il padre della rivoluzione russa e il fondatore dell'Unione Sovietica. Grazie a lui infatti, i bolscevichi nell'ottobre del 1917 presero il potere, destituendo il governo riformista in carica. Vinta la guerra, egli si impegnò nella creazione del primo Stato proletario al mondo, una sorta di realizzazione dell'ideale politico comunista. Per quanto riguarda il suo pensiero, egli esaltava la concezione centralistica del partito e la dittatura del proletariato. Fu così che, in Russia, si giunse alla formazione di due partiti socialisti: uno menscevico e uno bolscevico. Quest'ultimo poneva tra i suoi scopi la rivoluzione e agiva mediante un rigoroso centralismo.
  Conti in rosso
Prima o poi Lenin dovrà trovarsi una nuova dimora. Eh sì, perché sembra proprio, che la sua salma verrà trasferita a San Pietroburgo, accanto a quattro membri della sua famiglia. Dunque il mausoleo, cominciato subito dopo la sua morte, avvenuta il 22 gennaio del 1924, rimarrà senza inquilini. La salma del leader politico non sarebbe comunque ritenuta scomoda, ma solamente molto costosa: 12 scienziati e 2 check- up settimanali costerebbero infatti allo stato russo 3 miliardi all'anno. Ma come se non bastasse, anche il partito comunista francese ha messo in vendita la casa-museo nel 14mo arrondissement, dove Lenin visse durante il suo soggiorno parigino. Se interessati, rivolgersi all'ambasciata russa.
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