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Il business delle lettere ai carcerati

Online siti per diventare amici di penna con galeotti americani. A pagamento

Corrispondere con amici di penna sconosciuti, che abitano dall'altra parte del mondo, andava di moda negli Anni '80, quando imparare (o migliorare) l'inglese era un must. Online un sito fornisce gratuitamente l'indirizzo di alcuni carcerati (per lo più americani) a cui farebbe piacere ricevere qualche lettera. Al nome di ognuno corrisponde una scheda dettagliatissima, con fotografia, breve presentazione scritta di pugno dal detenuto e una serie di dati: razza (bianco, nero, misto), sesso, religione, data del prossimo colloquio, orientamento sessuale (etero, gay, bisex), bisognoso di aiuto legale (sì o no), condannato a morte (sì o no), condannato all'ergastolo (sì o no), in cerca di aiuti economici (sì o no), data di scarcerazione, disponibilità a corrispondere anche con amici d'oltreoceano (sì o no), motivo per cui si è in carcere, data di nascita.

Beneficenza? Niente affatto. I curatori del sito si fanno pagare (20 dollari) non da chi scrive, ma dai carcerati stessi, che pagano perché il loro annuncio venga pubblicato con tutti i crismi, pagano per avere visibilità e per suscitare un po' di pena in chi legge, quel tanto che basta da indurre qualcuno a sedersi alla scrivania e scrivere. Se nessuno risponde, pagano di nuovo perché l'annuncio venga ri-segnalato e ri-pubblicato, questa volta all'interno di una sezione speciale: "Prigionieri che non ricevono posta". In questo caso, però, hanno diritto di aggiungere un messaggio in più, una frase per attirare l'attenzione: «voglio una donna», «solo una persona mi ha scritto», «nessuno si è fatto vivo», «scrivetemi perché da solo non ce la posso fare» e così via.

Chi decide di corrispondere con un prigioniero, invece, lo fa per diletto e/o per la causa, si paga i francobolli (i detenuti non possono ricevere e-mail) ed eventualmente li paga al detenuto, se la prigione non glieli fornisce. Il sito ospita anche un forum, all'interno del quale chi scrive ai carcerati (per lo più donne con spirito crocerossino) si confronta e si consiglia. Domanda delle domande: se un amico di penna esce dal carcere, è giusto frequentarlo?

La risposta arriva da un altro sito, che offre incontri con carcerati e carcerate, incontri a scopo matrimonio o giù di lì. Gli annunci abbondano di foto e le persone sono classificate innanzi tutto per sesso (le categorie sono tre: uomini, donne e bisessuali) e poi per età. Accanto all'immagine una breve descrizione. In questo caso a pagare non sono solo i detenuti (20 dollari anche qui, per un annuncio che duri 18 mesi), ma anche i navigatori: gli indirizzi postali degli uomini vengono forniti gratuitamente, per quelli delle donne, invece, è necessario sborsare 3 dollari. Tutto ha un prezzo, persino la solitudine.

28 novembre 2002

  Giorgia Camandona
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Uomini
Charles Randolph, in prigione per omicidio aggravato, in attesa della pena capitale: «Sono nel braccio della morte del carcere del Nevada e ho bisogno del vostro aiuto e della vostra comprensione. Sono in cerca di persone che non mi giudichino per gli errori che ho commesso, ma che vogliano fare amicizia in modo incondizionato con uno sconosciuto. Non sono una persona cattiva, nonostante la mia situazione possa indurre a pensare diversamente. Sono solo un uomo fatto di carne e ossa che è rimasto intrappolato nella solitudine e nella mancanza di affetti».
Donne
Cynthia Ray si presenta: «Sulla mia storia hanno scritto due libri, "Cold kill" e "Daddy's girl", poi è stato fatto anche un film "Love and lies", ma si tratta solo di un mucchio di bugie. Quando ero piccola facevo tutto da me: mi lavavo, mi vestivo, mi pettinavo, mi preparavo da mangiare. Di solito mi facevo un panino al ketchup. Il mio primo giorno d'asilo sono stata cacciata. Avevo un vestitino, ma non indossavo le mutande. La mia insegnante si arrabbiò e io non capii perché. Ancora oggi non sono sicura di avere compreso. E comunque non indosso mai biancheria intima».
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