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I Pooh e la favola di Pinocchio
Esce in questi giorni il nuovo album del gruppo ispirato al libro di Carlo Collodi
La favola di Pinocchio sembra aver stregato tutti. Così dopo Benigni tocca ai Pooh raccontare le avventure del burattino di Carlo Collodi. S'intitola infatti "Pinocchio" il nuovo album di Roby Facchinetti e soci. Ma l'album si inquadra in un progetto ben più ampio e articolato. Il 14 Marzo 2003, salvo slittamenti, debutterà al teatro della Luna - una struttura di 10 milioni di euro in costruzione a fianco al Filaforum) - il musical "Pinocchio", scritto e realizzato dagli stessi Pooh in collaborazione con Saverio Marconi e i ragazzi della Compagnia della Rancia.
«Non avevamo certo previsto che fossero così tanti a fare Pinocchio - spiega Red Canzian durante la conferenza stampa - ma la cosa non ci preoccupa, anche se è vero potrebbe esserci un effetto saturazione. Tuttavia il musical non è come un film, è una cosa completamente diversa. A differenza di Benigni non siamo stati molto fedeli al testo. Anzi nella storia raccontata da Marconi ci sono anche alcuni personaggi in più come ad esempio Angela una figura femminile al fianco di Geppetto».
L'idea di fare un musical è una cosa che i Pooh covavano da tempo. «Risale addirittura al 1973 - spiega Roby Facchinetti - quando andammo in America e vedemmo Jesus Christ Superstar. Fu una folgorazione, uscimmo dal teatro esaltati e con questa voglia mai soddisfatta fino ad ora di fare un musical. Non lo abbiamo fatto prima perché era una cultura troppo radicata all'America, invece oggi, fortunatamente anche l'Europa si è accorta che esiste un mondo musicale come questo. Ed è straordinario».
«Pinocchio è un personaggio fantastico, conosciamo ogni virgola del libro e la bellezza di questo testo sta nel fatto che ognuno Pinocchio lo legge alla sua maniera - aggiunge Stefano D'Orazio - noi lo abbiamo voluto vedere come un avventuriero che vuole scoprire il mondo, puntando l'accento sui valori oggi per noi importanti, come l'amicizia e la famiglia». «Anche perché - interviene ancora Facchinetti - dopo quello che ci ha mostrato la cronaca e dopo i fatti di sangue che hanno sconvolto l'Italia crediamo sia importante riscoprire determinati valori».
La band prende posizione anche nei riguardi della crisi della musica e soprattutto verso tutti quesi siti internet che permettono lo scambio gratuito di file musicali. «È assolutamente negativo scaricare musica - dice Dodi Battaglia - ma questo succede perché non si rispetta il lavoro degli altri. Dietro un disco non ci sono solo gli artisti ma un numero considerevole di persone che vi lavorano, dall'elettricista al musicista. Certo capiamo benissimo che un disco oggi costa troppo, e sarebbe il caso di abbassare l'Iva sui cd. Però è altrettanto vero, che non è giusto che la musica venga scaricata gratuitamente».
11 Novembre 2002
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