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Guadagni via email: una bufala

Fioriscono le catene di Sant'Antonio e le truffe: ma la polizia ha le mani legate. Le vittime di spam si possono rivolgere anche al Garante

"Questo è senza dubbio il giorno più fortunato della tua vita". Comincia così una delle email che continua a girare nelle caselle di posta di milioni di utenti web con la promessa di guadagni milionari. Il messaggio contiene un testo molto lungo, ripetitivo e scritto in un pessimo italiano, ma il concetto è chiaro: chi partecipa al gioco può ricevere un sacco di soldi (fino a 2 miliardi delle vecchie lire). Per indorare la pillola, l'anonimo mittente cita fantomatiche trasmissioni televisive ed esperienze personali: meraviglia e complimenti da ogni parte per un sistema "incredibile". Il procedimento sfrutterebbe il metodo del multi level applicato alla posta elettronica. Ogni mail contiene cinque nominativi a cui bisogna mandare 5 euro per ricevere da ciascuno altri cinque nominativi a cui indirizzare un'email ed entrare nel "Club dei miliardari". Ogni mail ricevuta contiene a sua volta cinque nominativi: il giocatore deve cancellare l'ultimo ("ormai ha finito e sta contando i suoi miliardi"), far scalare gli altri quattro e mettere il proprio nome in cima alla lista. L'investimento è minimo (25 euro) e in moltissimi hanno deciso di tentare la fortuna.

I risultati? «Ti posso garantire che non funziona niente - spiega Raffale Piazzi di Ferrara -  il sistema è una schifezza: non va». Eppure lui è al report numero cinque, starà contando i suoi miliardi: «Se non bombardi di email migliaia di persone non ottieni niente. Non so come sono arrivato al report 5. Il sistema chiede di fare una serie di taglia e incolla: molti si saranno sbagliati. Lo sconsiglio nella maniera più assoluta». Ma quanti soldi ha ricevuto Raffaele? «Credo 35-40 euro». E come lui sono in tanti ad aver racimolato solo pochi euro. Qualcuno, però, spera ancora: «L'ho fatto perché ho fiducia nella gente - racconta Alberto Conte di Montebelluna (Treviso) - Non mi aspetto guadagni stratosferici, però mi ritrovassi con qualche centinaio di euro in più, potrei dichiararmi soddisfatto». Di fatto, il sistema, basato sul cinque per cinque, presuppone un matematico e rapido inviluppo. Impossibile raggiungere grandi cifre anche se tutti vi prendessero regolarmente parte.

Questa catena di Sant'Antonio è solo un esempio delle decine di proposte di rapidi guadagni che arrivano tramite la posta elettronica sotto forma di spam. In alcuni casi si tratta di vere e proprie truffe (vedi box a lato). «Le truffe telemematiche - spiega il dirigente della polizia postale e delle comunicazioni, Claudio Caroselli - sono in continuo aumento. Noi possiamo intervenire solo quando qualcuno denuncia il proprio caso perché manca ancora un sistema legislativo adeguato. Consiglio a tutti di stare molto attenti anche agli sms che chiedono di telefonare a presunti numeri verdi e che, in realtà, sono a pagamento».

Se la vostra casella continua ad essere bombardata da email indesiderate è possibile percorrere diverse strade. Dall'ufficio del Garante della privacy fanno sapere che gli utenti possono segnalare il caso direttamente al Garante (mail: garante@garanteprivacy.it; oppure telefonare allo 06 69677785) oppure possono contattare l'azienda che ha inviato l'email considerata spam e chiedere spiegazioni o la cancellazione al responsabile del trattamento dati.

6 novembre 2002

  Mauro Milesi
  dalla rete
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Danni
Dieci milioni di euro nel solo 2001: a tanto ammonta il costo che le aziende italiane hanno dovuto sopportare per combattere lo spam, ovvero l' arrivo per posta elettronica di messaggi promozionali non richiesti.
Frode
Si chiama "frode nigeriana" e dopo aver coinvolto migliaia di persone in tutto il mondo miete le prime vittime anche in Italia. La vittima riceve una mail da una persona che si qualifica come un rappresentante dello Stato nigeriano. Viene proposto di trasportare fuori dalla Nigeria un'ingente somma di denaro: dai 15 ai 30 milioni di euro, naturalmente dietro un altissimo compenso (addirittura un terzo della somma riciclata). Tutto, però, ad alcune condizioni: versare in anticipo una somma di 2-3mila euro ritenuti, necessari a "corrompere i funzionari governativi" o "per sopportare le spese legali e burocratiche". Soldi che, ovviamente, non verranno mai ripresi.
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