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Un Bengodi chiamato internet
La rete genera cifre vertiginose. E dagli Usa alla Russia promette solo crescita
Più di 1 milione di miliardi di lire. Da far girare la testa solo a pensarci. è il valore raggiunto nel '99 dai prodotti e dai servizi connessi con la internet economy negli Usa. Il 63% in più rispetto all'anno precedente.
I risultati di uno studio effettuato dal Centro di Ricerche in commercio elettronico di Austin confermano dunque che la rete costituisce il vero motore propulsivo e trainante dell'economia americana. Ma non solo. Forniscono anche i reali contorni di un fenomeno che si rivela sempre più macroscopico.
E se questo è il presente, il futuro parrebbe ancor più roseo, stando alle previsioni. Il 2000 dovrebbe chiudersi con un fatturato complessivo di circa 1,7 milioni di miliardi di lire.
Una delle conseguenze direttamente legate all'esplosione della new economy è la crescita dell'occupazione. Nel solo '99 due lavoratori su cento erano impiegati nell'ambito di internet, per un totale di due milioni e mezzo di persone.
E cosa succede nel frattempo nel Vecchio Continente? Secondo una ricerca di Microsoft anche l'Europa si sta avvicinando al boom dell'e-commerce: nel 2003 le vendite del commercio elettronico dovrebbero salire dell'800%, raggiungendo i 3,2 miliardi di euro. Anche le piccole e medie imprese, anche se partite al rallentatore, si danno da fare per affrontare il nuovo mercato secondo i dictat del web.
Solo nel nostro Paese il volume d'affari del commercio online dovrebbe toccare i 7.300 miliardi alla fine dell'anno in corso, a fronte dei 2.550 del '99, e i 35mila miliardi di lire previsti per il 2002. I cyber acquirenti europei sono quindi in aumento, destinati a seguire le orme degli Stati Uniti: nel 2004 saranno quasi 100 milioni coloro che compreranno merci e servizi direttamente nella rete.
Ma senza dubbio la vera sorpresa arriva dalla Russia, fino a qualche anno fa nell'era preistorica di internet, e che ora sta scoprendo il web. Nel '97, quando per i russi iniziava l'era virtuale, gli utenti collegati alla rete erano 450mila, nel '99 sfioravano i 2 milioni. Per ora l'utente tipo è un maschio, intorno ai trent'anni, di reddito medio, istruito, e soprattutto moscovita. E utilizza internet per lo più per svago e per ricerca: sono ancora una minoranza quelli che si affidano all'e-commerce.
4 luglio 2000
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New economy Un network che offre informazioni e analisi su tutti gli effetti della nuova economia |
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Mall La guida di iOL allo shopping online |
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Il tesoro Il sito del Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica |
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| Investimenti online |
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La Borsa italiana ha conosciuto un vero e proprio boom con la new economy. Migliaia di esperti e neofiti si sono buttati a capofitto in investimenti spesso consigliati dallo stesso web. O meglio da portali specializzati in informazioni finanziarie. Si stima che siano circa 300mila le persone che cercano online suggerimenti per provare a fare il colpaccio. Di questi, 180mila effettuano poi davvero scambi in base agli spunti ottenuti. Il numero di siti che offrono questo servizio aumenta di giorno in giorno. Si va dai siti istituzionali, della Consob e della Borsa, ai siti più divulgativi come soldionline, e affaritaliani, ricchi di notizie, analisi e commenti, infine a quelli per addetti ai lavori, come Borsanalisi.
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| Internet&Governo |
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Il Governo italiano si occupa di internet. Nella finanziaria approvata trova infatti spazio anche l'e-commerce. Il documento parla esplicitamente di un sostegno allo sviluppo della nuova economia. Più in particolare, è stato varato un Piano d'Azione per la Società dell'informazione che consta di tre aree di intervento. L'E-society riguarda le risorse umane, dunque la formazione e l'istruzione. L'E-government vuol dire innovazione nei servizi della Pubblica Amministrazione (firma digitale e carta d'identità elettronica dovrebbero diventare una realtà). E l'E-commerce, infine, comporta la definizione di regole e procedure che facciano decollare definitivamente il commercio elettronico). Particolare attenzione è dedicata anche ai temi della concorrenza, dell'accesso alle reti e delle infrastrutture.
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