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La vostra azienda vi spia?

Tempi duri per i cyberfannulloni: navigazione sorvegliata e e-mail sotto controllo

L'ingenuo impiegato non ne può più di grafici excel, documenti word, floppy e colleghi rompiscatole. Basta, deve staccare un attimo... Che fa? Un giretto su internet. Et voilà, in men che non si dica è spiato. Sì, perché il candido impiegato non sapeva di avere il computer sotto controllo. E non credeva che l'azienda fosse così invasiva: il ragioniere è pagato per fare il ragioniere, non per navigare!

Fantascienza o film di James Bond? Niente di tutto questo. Non si sa bene infatti quante siano in Italia le aziende che hanno provveduto a installare sui pc dei propri dipendenti dei software spia in grado di controllare in ogni momento se il computer si connette alla rete e quali siti visita, o di scrutare le e-mail in uscita e il contenuto degli attachment. Si sa che ci sono e che sono tante. Così può capitare che il vostro top management sappia che voi chattate con amici neozelandesi o che siete assidui frequentatori di siti hard; che il vostro hobby preferito consiste nel saturare caselle e-mail con programmi di mail bombing o che confidate alla vostra fidanzate le pene d'amore via posta elettronica. Insomma, va bene chi naviga per lavorare, ma chi lavora per navigare va sorvegliato.

Il cyberfannullone rappresenta infatti un costo per l'azienda, soprattutto in termini di non produttività; sapere quanto una persona effettivamente lavora e quanto naviga per diletto durante le otto ore lavorative, può essere per l'azienda un punto di partenza per calcolare la perdita economica che deriva da questo comportamento. Moltiplicandola per il numero degli impiegati lassisti... il management rischierebbe un infarto.

E siccome licenziare dozzine di persone costerebbe troppo, meglio installare un altro software che blocchi l'accesso a siti "non correlati" al lavoro quotidiano.

Ma come la mettiamo con la famigerata legge 675/96? Con il dott. Stefano Rodotà? Lo Statuto dei Lavoratori e nella fattispecie l'articolo 4 quando recita: "é vietato l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori"? Nell'attesa di una risposta, cari navigatori clandestini, fate uno scan del vostro hard disk e munitevi di insetticida: non si sa mai, ci fosse una cybercimice...

3 luglio 2000

  Davide Passoni
  dalla rete
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Statuto dei lavoratori Diritti e doveri, anche per i cyberfannulloni

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  Sesso e lavoro
Ma la gente in ufficio lavora o naviga? Come avrebbe affermato Corrado Guzzanti nei panni di Quelo, "La seconda che hai detto". Almeno negli Stati Uniti. Da una indagine riportata sul sito di WebSense, risulta che nell'orario di lavoro (dalle 9 alle 17) il traffico su internet impazzisce, soprattutto su certi siti. Il 70% del traffico sui siti porno viene infatti generato in questa fascia oraria, durante la quale è anche effettuato il 60% delle transazioni di e-commerce. Se quest'ultimo dato può essere anche essere giustificabile (gran parte dell'e-commerce è orientato al B2B), il 70% sui siti porno è quantomeno sospetto. Se poi la medesima indagine rileva che tra il 30 e il 40% del traffico non è collegato al lavoro, i dubbi cadono. E dire che negli States la produttività è alle stelle. Il sesso fa bene al lavoro?
  Diabolici
Ma nello specifico, programmi come questi che cosa combinano nel pc dei poveri impiegati? La maggior parte di loro registra data, ora di connessione e di disconnessione da particolari programmi o dai più comuni browser; può essere configurata in modo da escludere dai rilevamenti determinati programmi (che senso avrebbe calcolare dei log sulle connessioni a Excel?) e possono essere impostati anche in modo che operino per più giorni successivi. Molti rilevano anche le pressioni dei tasti così che, ricostruendo il percorso delle lettere, si arriva a ricostruire indirizzi e parole chiave digitate. Ma negli Stati Uniti, a seguito di ricorsi presentati da "spiati", alcune aziende sono state obbligate ad avvisare con una finestra di testo gli impiegati all'avvio dell'applicazione. Alla faccia di Mata Hari!
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