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La riscossa del casual

Debutta "Freestyle", il primo salone della moda per il tempo libero

Chiamatelo freestyle, chiamatelo stile libero, o sportswear: è questa l'ultima tendenza nella moda.

E saranno in molti ad esultare. Liberatasi dalle catene dell'abito classico e rigoroso a tutti i costi, la nuova moda scopre che vestirsi casual, comodi e sportivi, oltre che un piacere è anche uno stile. Voluto.

Lo dichiara a gran voce la Camera nazionale della moda italiana lanciando Milano-Freestyle, il primo salone completamente dedicato al look nel tempo libero, in corso in questi giorni presso la Fiera della capitale della moda.

La manifestazione costituisce una grande opportunità per tanti nuovi piccoli operatori del settore, che possono affacciarsi al grande mercato con una vetrina di primo piano. Ma non solo. Allo speciale evento non mancano di certo le griffe più tradizionali e di prestigio, come Trussardi, Gai Mattiolo, Vivienne Westwood, Blumarine, Moschino e Alviero Martini. Anche le maison che già appartengono al gotha della moda dunque non hanno perso l'occasione di partecipare con le loro linee sportive e casual.

Ma perché addirittura un evento fieristico tutto sul freewear? I dati parlano chiaro, la gente è stanca di stare costretta in vestiti formali, rigidi e impeccabili. I risultati di uno studio effettuato da A.C Nielsen Sita dimostrano che le vendite di sportswear, per uomo e per donna, negli ultimi anni sono cresciute vertiginosamente. Solo il segmento uomo-casual è passato dal 5,8% del '90 all'8,5% del '98, un bel salto in avanti per una fetta di guardaroba che fino a pochi anni fa restava per lo più relegata e guardata con aria di sufficienza. Al contrario, il look classico è sceso dal 35,6% di dieci anni fa al 27,6% del '98.

Con "Freestyle" si è voluto andare oltre la classica rassegna espositiva. Ed è per questo che il programma ricrea un vero e proprio evento ricco di appuntamenti collaterali, come Freespace, kermesse di serate con musica in diretta nazionale in collaborazione con Radio dimensione suono, Freeart, una mostra dedicata all'evoluzione dell'abbigliamento sportivo nel corso degli anni, o Freelife, un'esposizione che ripropone per i non addetti ai lavori le proposte di Freestyle.

3 luglio 2000

  Antonella Laudonia
  dalla rete
Freestyle Il sito ufficiale della manifestazione
La Camera della Moda Un'istituzione, nel fashion made in italy
Storia della moda Un digilander racconta la moda, dagli egizi a oggi

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  Il trend
Un settore da 180mila miliardi di lire, in cui gli Stati Uniti la fanno da padrone: benvenuti nel regno del Freewear.
Ma le aziende italiane non stanno a guardare. Il vero scacco matto potranno farlo però soltanto puntando alla fascia alta del mercato, vale a dire verso la moda informale ma di lusso. Sono queste le indicazioni e i dati emersi da uno studio realizzato da Pambianco, una nota società di consulenza milanese.
L'ultima tendenza delle maison, più e meno affermate, è quella di spostarsi verso il casual, il cosiddetto freestyle, ma di alta qualità, anche dal punto di vista tecnico e sportivo: tessuti confortevoli, traspiranti e superleggeri, e anche tecnologici fanno salire prezzi e target.
  "New York Beat"
Un film interpretato da Michel Basquiat, si chiama "New York Beat" ed è stato ritrovato nel corso delle ricerche per la mostra Free Spirit, una delle manifestazioni di "Milano Frestyle". Girato nell'80 grazie all'operazione cinematografica di Elio Fiorucci, all'epoca non arrivò mai sugli schermi. Ma adesso è stato presentato all'ultimo Festival di Cannes. La pellicola è un vero e proprio documentario underground sulla new wave nella Grande Mela, per mostrare come il fenomeno, nato in ambiti musicali, stesse dilagando in ogni espressione culturale, dalla moda all'arte. Il ruolo di protagonista fu affidato a Samo, nome d'arte con il quale l'ancora sconosciuto Michel Basquiat firmava alla fine degli anni '70 i suoi graffiti nelle metropolitane newyorkesi. Tra i gruppi musicali che si esibiscono nel film figurano anche Kid Creole and the Coconuts e Blondie.
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