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Il presidente col televoto

Anche le elezioni diventano un format esportabile

I politici telegenici (o teleproprietari) si sono già visti, ma le elezioni che diventano un format tv ancora no, almeno in Italia. In Argentina, Paese che ha molto in comune con l'Italia (recessione economica, una passione per il riscatto sociale attraverso lotterie, bingo e affini, sfiducia della popolazione nei confronti della politica e dei leader) Sebastian Melendez, specie di guru della tv locale, ha deciso di produrre un programma che consente alla gente di scegliere da casa, attraverso il televoto, il prossimo candidato alle elezioni presidenziali. Le prime puntate sono già andate in onda. Alle selezioni, che in realtà dovrebbero corrispondere ai provini, si sono presentati oltre 800 piccoli Peron. Da qui, dopo diverse scremature, sono usciti solo 16 nomi, 16 volti nuovi della tv (e del Parlamento). Questi avranno modo di presentarsi, di elargire ampi e accomodanti sorrisi, di presentare i loro programmi per il risanamento nazionale.

I finalisti diventeranno quattro e avranno la possibilità di affinare e approfondire le proprie idee e i propri intenti attraverso i contributi e i suggerimenti che la gente fornirà via internet. Il vincitore (o la vincitrice) non si porterà a casa premi in denaro, ma capeggerà una lista propria, il Partito della gente, e si presenterà alle elezioni del 2003. Per la legittimazione del nuovo movimento sono già state raccolte mille delle 4mila firme necessarie.

L'idea è piaciuta al magnate della tv Rupert Murdoch, che l'ha fatta sua. E così "El candidato de la gente", da fenomeno argentino è diventato format. Il programma americano si chiamerà "American candidate" (perché una spruzzata di patriottismo non fa mai male) e «andrà a caccia - come hanno fatto sapere quelli della produzione - del leader o del politico che si nasconde nell'uomo della strada».

Inutile dire che il vecchio Rupert si concederà investimenti ingenti per lanciare il programma, ogni puntata andrà in onda da un luogo storico (Mount Rushmore, Statua della libertà, ecc.) e la finalissima si terrà a Washington. Sul sito del canale Fx (che trasmetterà lo show) campeggia già un pop up per il reclutamento di eventuali candidati, che dovranno necessariamente essere cittadini americani, di 35 anni o più, con 50 firme a proprio sostegno che dimostrino che qualcuno disposto a votare per loro già c'è. Il carrozzone Usa, se tutto va bene, dovrebbe partire nel gennaio 2004 per concludersi in luglio.

6 ottobre 2002

  Giorgia Camandona
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Los candidatos
Tra i 16 finalisti argentini uno studente di economia, un sieropositivo, un travestito, un risparmiatore con i soldi bloccati in banca, un venditore ambulante, un'operaia di una fabbrica autogestita, un ragioniere, un commissario di polizia in pensione e la figlia di un "cartonero", uno degli oltre 100mila nuovi poveri che vivono per le strade, rovistano tra i rifiuti e dormono sui marciapiedi coprendosi di giornali e cartoni.
Terzo polo
Il candidato eletto col televoto dai cittadini americani potrebbe rappresentare la strada giusta per dare vita a un terzo polo negli Stati Uniti. I tentativi di Ross Perot non furono certo fallimentari, anche se i risultati non hanno mai portato a una vera formazione politica indipendente, nonostante le richieste degli elettori in questa direzione si facciano sempre più pressanti.
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