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Genoma: siamo tutti mappati
Decifrato il segreto della vita. E adesso?
Tutti ne parlano: le grandi scoperte non hanno perso il loro fascino nell'era dell'informazione, anzi. Presto i bambini risponderanno "l'ingegnere biogenetico" alla domanda "Cosa farai da grande?", così come trent'anni fa, dopo lo sbarco sulla Luna, dicevano "l'astronauta".
Ma, dopo l'abboffata scientifica e trionfalista degli ultimi giorni, qualche voce comincia a uscire dal coro per chiedere timidamente: "e se il genoma facesse la spia?". Nessun bieco oscurantismo dietro a questa domanda: solo l'espressione di una legittima curiosità. O, sarebbe meglio dire, di una certa apprensione. D'altra parte, è stato lo stesso Bill Clinton a dichiarare "Dobbiamo assicurarci che i segreti del genoma non porteranno a una violazione della nostra privacy". Un futuro senza più malattie o senza più privacy genetica?
Accusano gli apocalittici: le informazioni sulla nostra natura potrebbero essere usate per discriminare individui o gruppi di persone. In soldoni, forse un giorno le ditte disporranno dei mezzi per assumere e licenziare in base al Dna, mentre le compagnie assicurative potranno, mappatura alla mano, rifiutarsi di accendere polizze a soggetti a rischio. E i più catastrofici rincarano la dose: presto avremo bambini fatti su misura.
Ma anche senza cadere nella fantapolitica, è talmente evidente da essere diventato un luogo comune: la genetica non può prescindere l'etica. E così, mentre il Consiglio di Strasburgo avverte "Saremo i gendarmi del genoma", per vigilare affinché la biotecnologia non sia al servizio del mercato ma dell'uomo, qualche tempo fa due medici parlamentari, il francese Jean François Mattei e il tedesco Wolfgang Wodarg, lanciavano una petizione telematica.
L'"Appello contro la brevettabilità dei geni umani" può essere sottoscritto via internet ed è rivolto ai massimi vertici dell'Unione Europea, in particolare a Romano Prodi: il genoma, ma anche le eventuali successive scoperte a esso legate, sono un patrimonio comune dell'umanità e non devono avere niente a che fare con la logica dei brevetti.
30 giugno 2000
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| Cpu o cervelli? |
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Da una parte Celera Genomics la società privata americana che, il 6 aprile scorso, annunciò di aver completato la sequenza del patrimonio genetico (ovvero del genoma) di un essere umano, individuando tutte le lettere chimiche che compongono i geni. La mappatura è stata possibile grazie all'utilizzo di potenti supercomputer che hanno raccolto, memorizzato e, infine, analizzato l'ordine delle informazioni grazie a potenti algoritmi. Sono state messe in sequenza 3,2 miliardi di coppie, per un totale di mille miliardi di operazioni al secondo. Trecento, i tecnici programmatori che hanno supervisionato l'operazione. Dall'altra, il consorzio pubblico inglese Human Genome Project, che ha diviso e studiato una per una le 23 parti dei cromosomi umani. Tra biologi, informatici e tecnici, i cervelli impegnati nell'impresa sono stati 1.100. |
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| Dopo Dolly |
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Clonati. Ma non è tutto: anche geneticamente modificati. Sono due agnellini, Cupido e Diana, le nuove star della biotecnologia. Nati nei laboratori scozzesi della Ppl Therapeutics, gli stessi della famosa pecora Dolly, il primo animale clonato al mondo, per essere stati scelti tra 14 ovuli. Finora le modificazioni genetiche erano condotte soltanto sui topi di laboratorio, che però sono troppo differenti dall'uomo per permettere agli scienziati di osservare le malattie e collaudare nuove cure. L'ideale sarebbero i maialini, che in un futuro potrebbero addirittura essere utilizzati per fornire organi da trapianto. Nell'attesa, vada per gli agnellini... Anzi, le "agnelline": Cupido e Diana, nonostante i nomi, sono due femmine. Questi scienziati... Saranno anche dei cervelloni, ma quanto a fantasia...
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