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Dieci euro per Biagi-Santoro
Sponsorizzare i programmi dei due popolari giornalisti: è la proposta dell'associazione Articolo21
Con soli dieci euro a testa gli italiani che si sentono orfani di "Sciuscià" e "Il Fatto" potrebbero sponsorizzarne le trasmissioni. Questa l'ultima provocatoria proposta dell'associazione Articolo 21, che attraverso il suo ormai noto sito invita i cittadini interessati ad "acquistare il pluralismo dell'informazione", rifacendosi a quella lapidaria libertà di pensiero e di stampa celebrata dal ventunesimo articolo della Costituzione italiana.
Con l'inizio dell'attuale stagione televisiva, infatti, sia il programma di Santoro, "Sciuscià", sia quello di Biagi, "Il fatto", non hanno più trovato una collocazione nei palinsesti. Antonio Baldassarre, presidente della Rai, e Agostino Saccà, direttore generale, sono nel mirino delle polemiche perché accusati dall'opposizione e da una parte dell'opinione pubblica di aver letteralmente eseguito il diktat bulgaro di Silvio Berlusconi, che da Sofia qualche mese fa aveva fatto sapere di non gradire più i due presentatori nella tv pubblica. (vedi box a lato)
Dopo aver consegnato pochi giorni fa ai capigruppo dell'opposizione in commissione di Vigilanza Rai l'appello in cui si chiede il ripristino dei due programmi "incriminati", corredato da più di centomila firme (raccolte per lo più attraverso il sito) di politici, personaggi famosi, giornalisti e comuni cittadini, ora la nuova mossa dell'associazione ha tutta l'aria di voler mettere al muro i vertici Rai.
«Compriamoci lo spazio che vogliamo sulla tv pubblica - ha affermato in una nota l'associazione presieduta da Federico Orlando - per mandare in onda le trasmissioni che vogliamo vedere: acquistiamo di tasca nostra il pluralismo dell'informazione. I dirigenti di via Mazzini affermano che il problema principale per cui Biagi e Santoro non possono tornare sulla Rai è esclusivamente legato ai budget a disposizione. Ma la Rai è un servizio pubblico e i cittadini dovrebbero avere la possibilità di scegliere i programmi che desiderano vedere».
Insomma, se il problema è economico - fa sapere Giuseppe Giulietti, portavoce dell'associazione - ecco pronto per tutti un sondaggio sul "portale delle libertà": chi è disposto a versare dieci euro in un fondo che permetterà poi ad Articolo 21 di andare dalla Sipra (la concessionaria di pubblicità della Rai) e chiedere di sponsorizzare per conto degli italiani le trasmissioni "Il fatto" e "Sciuscià"? «Raggiunta la copertura finanziaria -continua a spiegare - nessuno potrebbe negare la loro presenza nei palinsesti». La proposta di fatto è più che altro una provocazione, ma è destinata a gettare altro alcol sul fuoco della polemica, che da giorni infuria dalle parti di via Mazzini.
23 settembre 2002
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