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Il Foglio di Sinistra
Nuovo quotidiano in edicola: "Il Riformista", 4 pagine di opinioni e approfondimenti
Il popolo della Sinistra che frequenta le edicole potrà contare su una lettura in più, a partire da fine ottobre: Il Riformista, 4 pagine di opinioni e approfondimenti. Niente a che vedere con L'Unità: molto più centro, molti meno girotondi e pochissima cronaca. L'impostazione è quella del quotidiano di Giuliano Ferrara, con i dovuti aggiustamenti di prospettive e punti di vista. Un'iniziativa che sa di Bicamerale, voluta e finanziata da Claudio Velardi, ex braccio destro di Massimo D'Alema. Direttore Antonio Polito, che per abbracciare il progetto ha lasciato il posto da vicedirettore e corrispondente da Londra di Repubblica.
Da dove nasce l'idea del giornale? Dalla convinzione che ci sia una fetta di lettori di mercato interessata ad approfondire i problemi in modo non pregiudiziale, un po' infastidita da come normalmente in Italia si affrontano i dibattiti: in modo ideologico, eccessivamente politico, forzando le posizioni per schierarsi di qua e di là. Il nome del giornale non è stato scelto a caso, perché vuole giudicare le cose italiane sulla base del contenuto riformista.
Quali saranno i contenuti? Sicuramente non è un giornale di notizie, ma di opinioni, approfondimenti, spiegazioni, previsioni.
Il Riformista è già stato ribattezzato "Il Foglio di Sinistra" Non mi dispiace, è evidente che le quattro pagine di analisi e opinione in Italia devono qualcosa a Il Foglio, che ha stabilito l'importante precedente secondo il quale un giornale così può esistere. Il Riformista sarà diverso però, non soltanto perché non è un giornale berlusconiano, ma anche perché è di un'estrazione diversa da quella dei lettori di Ferrara, culturalmente, non solo ideologicamente. Il Foglio è intervenuto in un'area del centrodestra che non era presidiata da nessuno. D'altra parte la cultura di destra da noi è stata a lungo minoritaria, si è espressa poco e rozzamente. È stato un giornale che si è inventato uno stile, sfottente, aggressivo, goliardico. Invece a sinistra di cultura ce n'è anche troppa, per noi sarà dura.
Quando sarà in edicola? Entro la fine di ottobre.
Berlusconi dice che i giornali sono tutti di sinistra, anche i suoi Noi non forzeremo la verità. Il Riformista sarà un luogo in cui non si esagera. Non sarà un giornale che non mena. Menerà, però sui fatti. E poi non lo definirei un giornale di sinistra, ma di centrosinistra. Inoltre non disdegneremo di apprezzare, quando ci fossero, contenuti riformisti espressi dal centrodestra. Infine terremo alta la polemica dentro la Sinistra contro i massimalismi e gli estremismi, che se vincessero la condannerebbero perennemente all'opposizione.
Si riferisce ai girotondi? Alcuni capi dei girotondi vorrebbero una sinistra radicale ed extraparlamentare, ma poi in piazza ci va tanta gente per bene, giustamente indignata.
Con quali soldi sarà finanziato il giornale? Non saremo legati a una forza parlamentare e di conseguenza non usufruiremo di contributi pubblici per giornali di partito. Si tratta di un'operazione di mercato in cui ha creduto un fondo d'investimento per l'editoria e la cultura, che ha acquistato una quota di minoranza del giornale. Sono finanziamenti privati che sperano di trovare sul mercato l'equilibrio dei conti.
Quanto costerà a copia e quanti giornalisti ci lavoreranno? Costerà 1 euro. Non so ancora come sarà composta la redazione, ma sarà leggera. Speriamo anche nella pubblicità.
Dove sarà la sede? Roma, via della Scrofa.
Vicino ad Alleanza Nazionale? Il palazzo dopo quello che ospita la sede di An. Non per scelta però, sono cose che capitano.
11 settembre 2002
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