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Liberate i libri!

Bookcrossing.com, un'idea geniale tutta da leggere. La moda di abbandonare i libri sbarca in Italia

Qualcuno l'ha paragonato al messaggio in una bottiglia, ma può essere visto come una caccia al tesoro o più semplicemente come una scommessa. «L'idea di BookCrossing coniuga qualcosa di antico come i libri e qualcosa di nuovo come la rete. Insieme produce questo mix, che rappresenta il destino di un libro che è quello di viaggiare».

Rosella Migliavacca, nella vita direttrice comunicazione, ha sentito parlare di BookCrossing.com alla radio e si è subito registrata sul sito, entusiasta dell'idea di liberare libri per la città e magari di trovarne qualcuno, seguendo le indicazioni del sito. «È un po' il sogno di tutti gli appassionati di libri: una catena infinita che consente di condividere con altri il piacere della lettura».

L'idea è originale, dopo aver letto un libro lo si libera alla fermata del tram, in una sala d'attesa, magari sulla panchina di un parco. Poi si inseriscono sul sito i dati per trovarlo, magari con una breve recensione. «Per ora– spiega Rosella - ho lasciato un libro in giro. Trovati, nessuno. Il primo libro che ho lasciato era il "Candido" di Voltaire, sull'ironia. L'ho abbandonato in un McDonalds. Ho altri libri da cui mi separerò e per loro ho pensato ad altri luoghi».

A chi e dove lasciare i libri e che genere di libri?
«Non serve il semplice passaggio, ma che passi la gente giusta. Lascerò "Le vie dei canti", di Chatwin. Lo vorrei "perdere" in un posto dove c'è un po' di tranquillità. In un posto dove si ha modo di leggere subito le prime pagine del libro. Sto pensando o a una scuola di yoga o a uno studio medico, o all'ascensore del Palazzo dell'Informazione di piazza Cavour, a Milano. I prossimi abbandoni saranno più meditati. E poi sto pensando a quando lo troveranno...».

E se non lo trova nessuno?
La mia paura è che gli italiani non abbiano voglia di leggere. Il rischio è che venga abbandonato subito da qualche altra parte. Il rapporto degli italiani con il libro è leggermente diverso, lo guardano come uno sconosciuto. Il rischio è che lo lascino in un cestino... Però io sono ottimista».

Un bel gioco che deve avere appassionato moltissimi italiani, dato che – ci fa sapere Alessia, un'altra utente contattata via e-mail – da venerdì scorso gli italiani registrati su BookCrossing sono raddoppiati. Un gioco affascinante, basato sul caso, una caccia al tesoro senza confini di spazio e di tempo.

E poi, contrariamente alle altre idee rivoluzionarie della rete, fondate sulla condivisione di risorse, BookCrossing non va contro alcun copyright editoriale e, anzi stimola alla vendita di libri. Certo, rappresenta una provocazione sulla gratuità della cultura, ma tutto sommato gli editori non potranno che essere contenti.

Si dichiara invece dubbiosa sull'efficacia dell'iniziativa Sweetcookie, che in ogni caso si chiede: «Ma perché non provare? Sembra divertente. E poi è naturale voler far leggere a qualcuno i libri che ti hanno cambiato».

Sarà un caso ma fra gli utenti contattati via e-mail, non ci sono uomini, ma soltanto donne. Ha risposto all'appello anche Graziana Barsocchi. Lettrice accanita fin da piccola, racconta che il bookcrossing esisteva a Mikonos, in Grecia alcuni anni fa, ma in modo del tutto particolare: «Andavo in cerca dei turisti e quando vedevo che leggevano libri ed erano alla fine chiedevo loro se me li lasciavano. Avevo anche un accordo con delle amiche che lavoravano negli alberghi: se qualcuno dimenticava libri nelle stanze io passavo a ritirarli».

Graziana è registrata su BookCrossing da pochissimi giorni: «Ho cominciato a guardare attraverso i miei libri: quelli che posso lasciare senza nessun rimpianto e altri libri a cui si tiene molto e che si vuole dividere. È una cosa che funziona a diversi livelli: diffondere cultura, scambiare idee in una città difficile come Milano. Io ho due libri da lasciare oggi: uno è "La conchiglia di Anataj" di Carlo Sgorlon, e l'altro è "Figli e amanti" di D. H. Lawrence. Pensavo di lasciare l'etichetta che consiglia BookCrossing e anche un segnalibro più particolare. Io stampo l'etichetta su carta colorata e poi la incollo. Si può anche scriverla a mano".

Si può abbandonare un libro a cui si tiene particolarmente?
«Io leggo molto in inglese e sto leggendo i poeti inglesi di fine '800 e '900. Questi non so se li lascerò perché mi piacciono molto».

28 agosto 2002

  Daniele Passanante
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Le regole
Le "3R" di BookCrossing: read, register, release. Ovvero leggere un buon libro, registrarlo nel sistema grazie al Bookcrossing Id number (Bcid) etichettando il libro e infine lasciare il libro perché qualcun altro lo possa leggere: si può regalare a un amico, lasciare sulla panchina di un parco, donare in beneficenza, o "dimenticare" in un bar.
I numeri
Avviato nel marzo 2001 su un'idea di Ron Hornbaker, il sito ha oggi più di 33mila utenti registrati, ognuno dei quali ha inserito in media due libri per un totale di oltre 77mila volumi . Le pagine visitate ogni mese sono 11milioni e 200mila. Il sito è gratuito.
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