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E-mail a doppio taglio
C'è chi pensa di proibirne l'uso il mercoledì e chi le vuole controllare
Le e-mail stanno diventando una schiavitù e il loro uso indiscriminato fa perdere tempo prezioso al lavoro. Dati alla mano, il comune di Liverpool in Inghilterra, ha deciso di impedire a 6mila dipendenti di usare la posta elettronica il mercoledì.
Il direttore dell'amministrazione cittadina, David Henshaw, è deciso a scoraggiare l'uso selvaggio delle e-mail, non tanto per lo spamming e per l'intasamento dei server quanto per il tempo che sottraggono alle persone, e spronarle a ricorrere al più tradizionale telefono. Una ricerca del Dipartimento del Commercio e dell'Industria del Regno Unito ha infatti stimato che ogni giorno i lavoratori dedicano 49 minuti a esaminare la posta. Negli Usa la situazione non è migliore: i dipendenti perdono ogni giorno circa 1 ora e mezzo, mentre i manager 4 ore e mezzo (dati Ferris Research).
In Italia i dati più recenti elaborati dall'Istat si riferiscono al 2000: il 18,5% delle persone con più di 11 anni usa la rete, soprattutto per svago (68,5%), poi per lavoro (51,9%) e per studio (34,6%). Poco meno di due terzi degli internauti (il 63,7%) usa la posta elettronica.
Negli Stati Uniti il Congresso ha creato una commissione per studiare il fenomeno e trovare una soluzione che ha delineato 4 linee guida: stabilire chiaramente le modalità di utilizzo, anticipare e ridurre la posta in arrivo, automatizzare il maggior numero possibile di passaggi, rispondere tempestivamente alle mail.
Allo stesso tempo il Parlamento europeo dovrà esprimersi entro il mese di settembre su una proposta di legge della presidenza danese che prevede la conservazione, per un periodo compreso tra i 12 e i 24 mesi, da parte delle aziende di telecomunicazioni, del traffico telefonico ed e-mail dei cittadini europei. I dati (numeri chiamati, indirizzi di posta e contenuto dei messaggi con relativi data e orario) dovrebbero essere conservati in un sistema computerizzato e rilasciati alle autorità giudiziarie quando legate a determinati reati: terrorismo, traffico di esseri umani, associazione mafiosa, sfruttamento sessuale dei minori, traffico di droga, riciclaggio di denaro sporco e frode.
30 agosto 2002
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