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Recensione? Faccio da me
Quando lo scrittore si autocelebra e invia entusiaste e-mail
Il mondo dell'editoria è fatto di squali. Non è facile emergere e anche se si ha la fortuna di centrare il bersaglio (i gusti dei lettori) non è detto che dopo il primo successo si rimanga sulla cresta dell'onda con le nuove opere. Senza contare la critica, spauracchio di molti scrittori.
Lo sanno bene Jane Green e Isabel Wolff, autrici di romanzi al femminile che hanno furbamente seguito la scia di Helen Fielding, nota per il fortunato romanzo "Il diario di Bridget Jones", dal quale è stata tratta un'omonima pellicola che ha sbancato i botteghini. Un genere divertente, romantico e leggero, in stile "harmony con ironia", in Inghilterra meglio conosciuto "chick-lit".
"Il libro è mio e me lo recensisco io", è stata la filosofia delle due, che, fingendosi lettrici entusiaste, hanno pensato bene di scrivere ad Amazon.com, lodando nelle e-mail i loro stessi libri. Nei panni della lettrice piacevolmente sorpresa dalla trama del romanzo, la Green scrive: «Pensavo che l'autrice non sarebbe riuscita a ricreare l'atmosfera del primo libro. Invece i miei timori erano infondati. È riuscita a descrivere i dilemmi e i problemi che in tante conosciamo con grande onestà e veridicità». E alla faccia della verità non si è risparmiata neppure uno sbrodolante «Non vedo l'ora che esca il suo prossimo libro».
Le bugie però hanno le gambe corte: l'inganno è stato portato alla luce dal giornale britannico "Sunday Telegraph". Una volta scoperte la Green e la Wolff non hanno fatto una piega, ammettendo ciò che avevano fatto. «Ho deciso di auto-recensirmi solo dopo aver letto sul sito una trentina di interventi tremendi», si è giustificata la Wolff.
Da Amazon fanno sapere che affronteranno il problema delle recensioni "disoneste". I colleghi scrittori da parte loro si dividono tra indignati e comprensivi. «Chi non vorrebbe scrivere la recensione di un suo libro?», è stato il commento di Robert Harris. Già, a chi non piacerebbe?
25 agosto 2002
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