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Perché chattiamo?
Una fotografia degli utenti iOL
C'è chi ci studia: Giusi, una studentessa di psicologia in tesi, ha scelto il portale di Italia Online per condurre una ricerca sul campo sul popolo dei chattatori.
Una ricerca pilota sul mondo delle conversazioni online in quanto, in Italia, questa realtà non è stata ancora oggetto di studi e analisi.
Nessun mega screening in grado di spiegare un universo molto variegato e articolato, ma una onesta fotografia in grado di definire alcuni paletti interpretativi.
Riuscire a cogliere quali sono le differenze tra le relazioni reali e quelle virtuali è forse l'aspirazione più grossa per questo lavoro.
Per arrivare a mettere a fuoco l'argomento, Giusi ha iniziato con un tipico lavoro sul campo: ore passate al pc frequentando varie chat ed entrando in contatto con gente di tutti i tipi.
Dopo un primo periodo di ambientamento ed esplorazione, è stata in grado di mettere a punto un questionario che, articolato su 25 domande aperte, toccava vari aspetti della psicologia di un frequentatore di chat.
Inizialmente chiese la collaborazione di chi incontrava in rete, ma ottenne solo qualche sì, qualche nì e qualche rifiuto per paura di ricevere virus.
La situazione aveva incominciato a diventare un po' preoccupante per i tempi troppo lunghi che il meccanismo stava prendendo, ma in suo soccorso è venuto Venexian, un Digileader di Digiland, la comunità virtuale di iOL.
Dapprima aiutandola a realizzare un sito con le domande e con un meccanismo di inoltro automatico delle risposte, poi attivandosi verso la struttura di Italia Online per vedere se era possibile qualche forma di supporto nella promozione della ricerca.
Risultato dell'operazione: 739 questionari compilati in due giorni, in massima parte dai frequentatori delle chat di Digiland.
Dunque tanto, tantissimo lavoro per Giusi, che ha anche promesso dei profili di risposta.
2 dicembre 2000
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