|
|
CyberKabul
Ha aperto i battenti il primo internet café in Afghanistan
Prove generali di modernità: l'Afghanistan prova a rinascere. E lo fa anche partendo dalla tecnologia. Di più: dal web, finestra per antonomasia sul mondo intero. Ed è così che nella capitale Kabul, tra le macerie dei bombardamenti recenti e passati, qualche giorno fa ha aperto i battenti il primo Internet Café afghano.
Proprio lì, tra strade e case che sembrano appartenere a un lontano Medio Evo, donne che hanno iniziato da poco a togliersi la burqua, bimbi e bimbe che ritornano nelle scuole allo scoperto, l'arrivo della rete significa un profondo segnale di cambiamento. Una radicale volontà degli afghani, isolati da decenni dai mezzi di comunicazione, martoriati da ventitré anni di guerre intestine e dalla campagna antiterrorismo lanciata l'ottobre scorso dal presidente americano George Bush, di voltare pagina.
A tenere a battesimo il primo dei tre cybercafé di cui è prevista l'apertura in queste settimane, ci ha pensato l'ambasciatore degli Usa a Kabul, Robert P. Finn, che ha commentato: «Siamo all'inizio di un periodo di rinascita dell'Afghanistan. Ora occorrerà migliorare la situazione della sicurezza nel Paese, necessaria per la crescita economica». È vero che la popolazione afghana in questo momento ha ben altre priorità: non è certo internet la prima cosa che si aspetta dal nuovo corso. Ma è comunque un primo e piccolo passo per far sentire la propria voce nel mondo.
A occuparsi del progetto è la Afghan wireless communication company (Awcc), società di telecomunicazioni parastatale che diventa così il primo internet provider del Paese. Si tratta della stessa società che lo scorso aprile ha inaugurato il primo servizio di telefonia mobile. E che durante la Loya Jirga (vedi box a lato) aveva aperto un punto internet sperimentale.
In questa iniziativa gli Usa hanno investito 50mila dollari per dieci terminali e un collegamento via satellite. Ma tutto questo apporto di tecnologia non potrà ancora dare grandi frutti: se i cellulari si stanno diffondendo rapidamente (anche se per ora funzionano solo a Kabul e con alcuni Paesi all'estero), il web incontrerà molte più difficoltà. Innanzitutto c'è da considerare che soltanto pochissimi dei due milioni circa di abitanti della capitale sa davvero cosa sia internet. Senza dimenticare che ogni giorno la gente si scontra con le sospensioni improvvise di elettricità e con la condizione disastrata in cui versano le infrastrutture del Paese.
18 luglio 2002
|
|
|
 |
 |
 |
 |
Loya Jirga |
 |
 |
 |
 |
È un concilio di leader tribali (Loya Jirga, appunto) che dà vita al nuovo governo afghano. Si tratta di un'istituzione antica di secoli, un "forum" unico in cui i leader dei Pashtun, dei Tajiks, degli Hazaras , degli Uzbechi, Sunnis e Shiiti, si riuniscono e insieme prendono decisioni importanti per il Paese. A giugno ha eletto il presidente Hamid Karzai. |
 |
 |
 |
 |
|
 |
 |
 |
Iran |
 |
 |
 |
 |
Un internet café in Iran, a duemila metri di altitudine e a 380 chilometri a nord di Teheran. È stato aperto da poco a Shahkooh - questo il nome del paese, che conta 6mila anime -: dieci pc con modem dove non esiste ancora una scuola elementare e le automobili sono pochissime. Ultima nota curiosa: il cybercafé ha sede nella moschea cittadina. |
 |
 |
 |
 |
|
|