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Cibi al bar col marchio
Un marchio garantirà quello che si mangia e si beve al bar
Un panino al bar, un filetto al sangue al ristorante, un bicchiere di vino. Sono sempre di più gli italiani che mangiano fuori casa. A pranzo per lavoro o a cena come diversivo. Ma chi ci garantisce sulla qualità del cibo e delle bevande che ci vengono servite? Tra mucca pazza, pollo agli ormoni, vini e oli scadenti o prodotti scaduti, i consumatori non sanno più cosa scegliere e soprattutto di quale locale fidarsi. Potrebbe bastare un marchio di qualità esibito sulla porta a rassicurali? Un "bollino blu" per i pubblici esercizi che stia lì a significare "Questo è un esercizio garantito e sicuro"? È questa l'ultima iniziativa frutto di un recente protocollo d'intesa firmato dalla Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe-Confcommercio) con il ministro della Salute Girolamo Sirchia.
L'idea non è nuova. Alla Confcommercio ci avevano già pensato all'arrivo dell' euro, proponendoci (o propinandoci...) l'eurològo, il bollino da esibire all'ingresso di quei negozi che garantivano la correttezza sui prezzi esposti, sui cambi e sugli arrotondamenti nel changeover. Ce lo stanno servendo adesso, insieme al caffè e a un piatto di maccheroni. Per l'euro si sa benissimo come sono andate le cose, con rincari che hanno toccato tutte le fasce di prodotti, senza graziare bar e ristoranti (+3%).
Per questo nuovo bollino è tutto da vedere. Sarà sufficiente? Con quali modalità, regole e tempi si svilupperà il progetto? Per ora poco si sa, se non che l'accordo dovrebbe - il condizionale è d'obbligo - entrare in vigore entro l'autunno. «L'idea nasce anche per evitare che dalle nostre parti si diventi un popolo di obesi come gli americani. Ben vengano delle regole che possano efficacemente contrastare le nostre paure» - questo il commento di Sergio Billé, presidente della Confcommercio, alla presentazione del progetto.
A quanto spiegano gli ideatori il marchio di qualità dovrebbe essere una specie di biglietto da visita da esibire subito agli avventori, dal momento che solo gli esercizi di ristorazione che avranno i requisiti doc potranno esporre l'apposito cartellino nel loro locale.
I consumatori per il momento sono scettici. Le associazioni che li tutelano si sono dimostrate tiepide (vedi box a lato). Si interrogano soprattutto su chi sarà in concreto a certificare la sussistenza dei requisiti di qualità. Su che tipo di controlli e verifiche saranno effettuate. E ci vedono poco chiaro. Ma al di là delle perplessità suscitate, resta una consolazione: se tutto funzionerà a puntino, l'ultima parola spetterà comunque a loro, che potranno segnalare se il locale che espone il bollino blu ha davvero posto in essere tutte le attività a garanzia della qualità e del servizio.
Avere il bollino non sarà un must: l'adesione al programma è facoltativa e possono ottenere il marchio tutte le imprese e le attività di ristorazione che garantiscono qualità e igiene. «Facoltativo sì, ma tanti gestori hanno già manifestato la volontà di sottoporsi alla certificazione perché oggi la qualità è vincente», ha continuato Billé. A certificare bar e ristoranti provvederà un apposito ente, che dovrà verificare la conformità degli esercizi ai parametri di qualità del servizio e degli alimenti. La certificazione dovrà poi essere rinnovata di anno in anno, dallo stesso organismo terzo e indipendente. In particolare si tratterà di un ente accreditato dal Sincert (organismo autorizzato a livello europeo all'accreditamento delle società di certificazione in Italia) nel settore agro-alimentare.
L'autunno è vicino, tanto vale aspettare...
6 luglio 2002
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