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First dog

Shiloh Gore e Spot Bush: sfida all'ultimo pelo

Una regola non scritta ma sacrosanta dice che il presidente degli States oltre a una first lady sia dotato anche di un first dog. Un fedele alleato a quattro zampe. Gore e Bush non sono venuti meno a questo comandamento.

Entrambi hanno un cane. Entrambi i cani denunciano sorprendenti somiglianze con i rispettivi padroni.

Shiloh, il cane di casa Gore, è un Labrador nero. Come il suo «datore di lavoro» è un tipo oscuro (non solo per il colore del pelo), appare poco e vanta un pedigree, forse anche per questo ha l'aspetto del cane... raccomandato: d'altronde, per lui i giardini della Casa Bianca non hanno più segreti. È amico di primo pelo di Socks e Buddy, gli animali di casa Clinton. Per lui un futuro da cane democratico e tollerante: se Al vince nella sua «cuccia bianca» dovrà accettare anche la plebea Daisy, la bastardina adottata dai rampolli di casa Gore.

Spot Fletcher, che appartiene a Bush jr, è uno Spaniel inglese bianco e nero. Anche lui è un raccomandato di ferro: sua madre era addirittura Millie, l'adorata cagnetta di George Bush, predecessore di Clinton e padre del candidato repubblicano. Bush jr si fa spesso fotografare accanto a lui: in anni di relazione è riuscito a trasferirgli la sua passione per le parate militari, la postura impettita, ma non l'amore per la bottiglia...

Ma quale sarà il loro ruolo nel corso del prossimo quadriennio presidenziale? Si limiteranno a qualche apparizione di contorno o avranno un ruolo di immagine? Con il secondo mandato Clinton i presidencial pets sono diventati delle vere star con tanto di fan club e sito personale. Bill è riuscito a gestirseli nel modo più giusto, facendoli apparire in tutte le sue scenette di ambientazione familiare. I suoi successori faranno altrettanto?

Strana l'America: settimane di scrutinio per stabilire quale uomo diverrà inquilino della Casa Bianca; a Spot e Shiloh sarebbe bastato qualche ringhio per stabilire chi fosse il più forte e una pisciatina per delimitare il proprio territorio... Una cosuccia di pochi minuti!

22 novembre 2000

  Massimo Mencaglia
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  Socks e Buddy

Gli attuali inquilini della Casa Bianca non si sono sottratti alla regola aurea: le first family sono complete solo se hanno con sé un animale. I Clinton hanno sempre condiviso il proprio spazio vitale con Socks il gattino nero coi calzini bianchi che Bill ha fatto addirittura accomodare sulla poltrona di Monica... Non pago del micio il leader democratico ha adottato un Labrador marrone, per trovare un nome al quale era stato lanciato un sondaggio. L'iniziativa ebbe tanto successo che Billy dovette pescare il nome tra oltre 5mila proposte giunte da ogni parte del mondo: scelse di chiamarlo Buddy, bella fantasia. Buddy e Socks sono divenuti tanto popolari da avere un proprio fan club e strips su giornali satirici.

  Cani presidenti

La storia dei presidenti americani è costellata di first dog. Ogni presidente ha avuto con sé un amico a quattro zampe. Abramo Lincoln era un vero patito di cani: ne ebbe tantissimi, ma non li portò mai con sé alla Casa Bianca. Theodore Roosevelt faceva addirittura dormire il suo bastardino Skip nel suo stesso letto. Franklin Roosevelt si portava dietro la sua Fala ovunque, persino alle conferenze. Anche Johnson ne aveva un paio ma non aveva con loro un gran feeling, come Nixon con il suo Checkers. Più recentemente Ronald Reagan adottò il suo proverbiale pugno di ferro anche con Lucky: il cane pressoché impazzito a Washington, venne sostituito con Rex un cane molto più disciplinato.

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