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Tamarro made in Usa

Un modello da non importare, a partire dal taglio di capelli

A metà tra la canzonatura e la celebrazione, un sito interamente dedicato a quelli che potremmo definire i truzzi americani. Si chiamano mullet, il nome si riferisce alla pettinatura, segno distintivo assolutamente originale, indubitabilmente trash: il taglio zarro prevede infatti che i capelli siano corti davanti e lunghi sul collo. Esiste un'infinità di definizioni per questa acconciatura: scalda collo, coperta da collo, tenda della scimmia, cascata del Kentucky, spatola di castoro, passaporto canadese e così via.

L'abbigliamento è codificato: t-shirt acquistata a un concerto, di una misura più stretta per evidenziare i muscoli (se poi c'è un po' di panza poco importa, fa capo branco), abbronzatura da muratore, con un po' di bianco che spunta dal bordo della manica corta, jeans schiariti con l'acido, portachiavi a molla agganciato al passante della cintura (il coatto americano si sente arrivare perché tintinna) e naturalmente catenazza d'oro al collo. Un vero mullet, inoltre, porta sempre al polso il bracciale d'ammissione dell'ultimo truck show a cui ha assistito.

L'automobile standard è la Camaro, un po' come le vecchie Alfa per i tamarri nostrani, possibilmente rossa e con la marmitta rotta, per fare più rumore. Il mullet, poi, si distingue per il linguaggio "ricercato" e per l'animo da attaccabrighe. Ama mangiare pollo fritto ai fast food lungo strade e autostrade, in alternativa vanno bene anche le costine di maiale con abbondante salsa barbecue. L'igiene personale non è una delle priorità, d'altra parte l'omo ha da puzza'...

Certo i mullet sono per definizione di sesso maschile, ma non mancano le donne che non disdegnano il taglio corto davanti, lungo sul collo, con la scusa che così i capelli non finiscono negli occhi. E se così, a parole, sembra che i mullet non meritino affatto di essere celebrati, online pullulano i siti che rendono omaggio, più o meno ironicamente, a questi esemplari del maschio americano di provincia, niente affatto in estinzione.

10 marzo 2002

  Giorgia Camandona
  dalla rete
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Mullet famosi
I mullet non si trovano solo al supermercato, tra perfetti sconosciuti, ma persino a Hollywood e nel mondo della musica. Uno su tutti Michael Bolton, giusto l'altro giorno ospite a Sanremo con il capello corto, ma qualche anno fa anche lui era un tamarro Usa doc: cliccare per credere. Tra gli altri pentiti Mel Gibson, Patrick Swayze e Kurt Russel, per nominarne alcuni.
Orgoglio mullet
Come accade per i tamarri nostrani, anche gli zarri americani non si vergognano affatto di quello che sono, anzi. A dimostrarlo il sito di un mullet convinto che illustra l'evoluzione del suo taglio di capelli (e della sua personalità, come conseguenza diretta) dai 17 anni del lontano 1987 fino a oggi. Una chicca.
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