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Clicca per carità
Il fenomeno della web charity. Fallimenti e successi di un'iniziativa che merita attenzione
Esiste un modo per salvare una porzione di foresta equatoriale standosene comodamente seduti davanti al computer? Qualche anno fa la domanda avrebbe generato una sonora risata, ma oggi la rete è in grado di fare questa magia. Non c'è trucco, non c'è inganno, direbbe qualcuno. Tutto è molto semplice, tanto che non si possono solo salvare foreste, ma anche animali in estinzione, oasi naturali, intere popolazioni sulle quali incombe il pericolo della carestia. Oppure contribuire fattivamente alla lotta contro l'Aids o al tumore al seno.
Se avete una buona causa da difendere non resta che affidarsi alla web charity: sotto questo nome sono nate molte iniziative che si finanziano con gli sponsor e ovviamente con i clic generati dai visitatori dei siti no profit. È puro marketing, d'accordo, ma a fin di bene. Il giro d'affari della web charity negli Stati Uniti si è fatto così consistente che c'è chi in questo business ci si è tuffato a piene mani. È il caso di Jonathan Rea, amministratore delegato di Charityfree.com, che dopo aver fatto il marketing manager alla Kraft e alla Accenture ha fondato un'azienda no profit di supporto alle charities per la ricerca di fondi e per aumentare il numero dei visitatori. Era un incubator e non gli è andata bene. In rete non ne troverete più traccia. Però ci sono decine di siti, soprattutto americani, che fondono donazioni (negli Usa ci sono consistenti benefici fiscali), volontariato e web charity con una invidiabile disinvoltura.
Come tutte le cose esistono i "buoni e i "cattivi". Lasciatevi per una volta consigliare. Il leader dei web charities ambientalisti è ecologyfund.com, al suo attivo ha oltre 21 miglia quadrate di territorio salvati e con una registrazione potete aggiudicarvene a vostro nome una piccola porzione. Nella home page di questo sito c'è un counter interessante che in diretta rende conto dell'aumento della popolazione mondiale e contestualmente della diminuzione di territorio per abitante. Provare per credere. Non è ammesso più di un clic giornaliero. È il sito più agguerrito per la difesa ambientale e le sue campagne riguardano un po' tutte le aree del pianeta dove ci sono territori o animali dal salvare: dagli orsi canadesi alla fauna della Patagonia, dai parchi nazionali dell'Africa orientale alle foreste del Messico.
6 marzo 2002
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